21/05/2019
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Perché in Umbria l'acqua costa di più?
Tariffe aumentate del 7,3 per cento. Cresce anche la dispersione idrica, che rimane superiore alla media nazionale

“Cresce ancora il costo del servizio idrico in Umbria. Secondo il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva per l'anno 2013 le tariffe per l'acqua pubblica nella nostra Regione sono aumentate in media del 7,3 per cento, passando dai 392 euro del 2012 ai 421 del 2013 facendo così registrare il terzo posto nel triste primato delle regioni con il più alto costo dell'acqua pubblica per i cittadini. Il dato peggiora ulteriormente se confrontato con quello del 2007 quando il costo a carico dei cittadini era inferiore del 45,2 per cento”. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta il dossier annuale dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva per il 2013.
“Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva – continua Dottorini - salta subito all'occhio il dato relativo alla dispersione di rete, che nel 2013 in Umbria avrebbe raggiunto il 39 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale del 33 per cento e con un aumento di due punti percentuali sul 2012. Questo nonostante gli investimenti (circa 12 milioni di euro negli ultimi anni) e le azioni messe in campo dalla Giunta regionale. Se è vero, come ci ha detto lo scorso dicembre l'Assessore che l’Umbria negli ultimi anni ha realizzato interventi strutturali enormi quali il rinnovamento di otto sistemi acquedottistici, tra cui Montedoglio, la Pasquarella e il lago Trasimeno e Bastia, non si capisce come mai continui ad aumentare il dato della dispersione idrica".
“Adesso – conclude Dottorini – ci aspettiamo azioni conseguenti e un intervento su Ati e aziende di gestione da parte dell'assessorato all'Ambiente. Non si può continuare a sbandierare l'eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi. L'idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".



Oliviero Dottorini


Inserito martedì 25 marzo 2014


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