16/01/2019
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Bettona: il Comitato per l'ambiente si riorganizza e riparte

 
In data 28.2.2014 la Regione dell’Umbria ha rilasciato l’Autorizzazione Ambientale per allevare nel territorio di Bettona circa 20 mila capi suini nel corso di un anno. L’allevamento in questione è definito di tipo intensivo e questo contrasta con il Programma elettorale e con il Programma di Mandato approvato dall’amministrazione comunale in carica che prevedeva piccoli allevamenti aziendali, dotati d’impianti autonomi di smaltimento dei liquami e che allevassero suini di qualità all’interno di un processo di filiera corta.
L’autorizzazione per allevare 20 mila capi suini l’anno si inserisce oggi in un territorio fortemente compromesso e degradato con numerosissimi pozzi privati che sono stati dichiarati inagibili per la presenza di sostanze inquinanti (manganese, selenio, nitrati, batteri fecali, ecc…). Tra questi pozzi c’è ne sta pure uno in cui è stata riscontrata la presenza di ammoniaca e che è di proprietà dell’allevatore a cui la Regione ha rilasciato l’autorizzazione Aia.
Alla grave situazione ambientale evidenziata dalla chiusura dei pozzi va aggiunta la presenza di una laguna di liquami che dovrebbe essere bonificata e su cui non si forniscono neppure i dati riguardanti le indagini condotte dall’Arpa/Asl.
L’amministrazione comunale peraltro tace sui risultati condotti dall’Isrim di Terni sui terreni circostanti l’impianto di depurazione che è stato lasciato in completo abbandono e in preda ai ladri di rame e centraline elettroniche.
L’amministrazione comunale ha recentemente diffuso la notizia di essersi dichiara contraria al “revamping”, ammodernamento voluto dalla precedente amministrazione, non tenendo però in considerazione che con tale decisione si è riconfermata la situazione preesistente perché non è stato deliberato lo smantellamento promesso agli elettori. Cioè si lascia un depuratore, anche se sfasciato e depredato, dimensionato per trattare i liquami di 50-60 mila capi. Inoltre va evidenziato che la regolamentazione sulla conduzione degli allevamenti suini e sulla conduzione delle stalle, approvato dalla precedente amministrazione nel 2009,  è ancora vigente, contraddicendo nei fatti quella che rimane soltanto un’intenzione politica legata al fatto che la Regione dell’Umbria non ha rifinanziato la misura Q33 del Piano di Tutela delle Acque che prevedeva interventi e finanziamenti per i depuratori zootecnici di Bettona e di Marsciano. Interventi che però ora sono previsti nel DAD del 2014. Poi l’amministrazione comunale dovrebbe anche chiarire che cosa intende fare con i 2,5 milioni di euro richiesti alla Regione dell’Umbria paventando un imminente disastro ambientale già denunciato nel 2010. Il Sindaco inoltre dovrebbe anche precisare che cosa c’è di vero sulle voci che circolano e che dicono che stia pensando ad utilizzare l’impianto per l’allevamento delle “trote salmonate”.
Per i motivi sopra esposti il Comitato per l’Ambiente ha ritenuto necessario ed urgente riprendere l’iniziativa perché i problemi ambientali del territorio non finiscono con la questione degli allevamenti suinicoli.
Per lunedì prossimo 24.3.2014, alle ore 21 presso la sede di palazzo Baglioni in Bettona capoluogo, è convocata una prima riunione, a cui parteciperà anche un legale esperto a cui si intende affidare l’incombenza di seguire le azioni del Comitato di Bettona, auspicando che partecipino i cittadini di Bettona come pure quelli dei territori limitrofi di Torgiano e Bastia Umbra che devono fare i conti con l’inquinamento diffuso dei pozzi evidenziato con diverse ordinanze sindacali
 
IL PRESIDENTE DEL COMITATO
Remo Granocchia




Inserito martedì 25 marzo 2014


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