10/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Resoconto sull'assemblea del 22 marzo
È stata ribadita l'importanza di costruire canali di contatto e iniziative comuni a tutte le realtà che si occupano delle devastazioni ambientali e non solo

Sabato 22 marzo presso il cva di Madonna Alta si è svolta la prima assemblea pubblica indetta dal comitato Umbria contro le devastazioni ambientali. La partecipazione vista anche la scarsa diffusione dell'iniziativa è stata soddisfacente, erano presenti circa 80 persone per lo più legate alle varie realtà di lotta che si occupano di tali questioni. L'assemblea strutturata in due fasi prevedeva un primo momento di presentazione dei suddetti comitati (questo momento è stato più lungo del previsto rispetto ai 10/15 minuti calcolati e ciò ha un po' appesantito la concentrazione e ridotto la parte dedicata al dibattito. Dopo una breve introduzione di Antonio in cui esponeva le motivazioni dell'evento si sono presentati i comitati invitati tra i quali:
NO TUBO (Aldo Cucchiarini) nato 10 anni fa dopo dopo l'approvazione di un progetto di costruzione di un metanodotto che dal rigassificatore di Brindisi dovrebbe portare il gas in centro-Europa con l'obbiettivo di fare dell'Italia un centro per lo stoccaggio e commercializzazione del gas e dunque con ingenti guadagni per la SNAM (ovvero ENI!) L'opera è ad altissimo impatto ambientale, si tratterebbe infatti dell'unico gasdotto che attraversa zone sismiche e delicate lungo l’Appennino abruzzese e umbro-marchigiano, è inoltre inutile vista la presenza di una già attiva rete nazionale di gas che copre abbondantemente la domanda, (per di più il consumo di gas è calato di circa il 20% in questi anni di crisi economica). Aldo sottolinea l'aspetto positivo di questa iniziativa che permette di attivare canali e contatti tra le diverse realtà e mobilitazioni.
NO PALE EOLICHE M. PEGLIA (Giulio) inizia leggendo il comunicato di saluto di Vittorio Fagioli del comitato NO GEOTERMIA ELETTRICA (ennesimo progetto speculativo volto a far fare profitti ai soliti noti con conseguenze devastanti in termini ambientali ed economico-sociali per le comunità locali).
Nel M. Peglia è prevista invece la costruzione di 18 pale eoliche alte 150 m, dal costo di ben 1 milione e mezzo di euro ciascuna, anni fa il comitato riuscì per via burocratica a bloccare la costruzione di 4 torri (in quanto terreno demaniale) ma “fatta la legge trovato l'inganno” i furbastri di turno hanno pensato bene di far passare il territorio sotto proprietà regionale liberandolo così da ogni vincolo di tutela. Parla della difficoltà riscontrata nel far comprendere la vera natura di questi progetti di energie “alternative” vista anche la mole di pubblicità a riguardo e il pieno appoggio di organizzazioni che si vantano ambientaliste come legambiente e greenpeace. Riconosce come potenzialità il collegamento delle lotte e la necessità di allargare il fronte comune sulle questioni ambientali (solo in Umbria sono presenti circa 50 comit.), accenna all'esigenza di elaborare una nuova idea si sviluppo e nuovi strumenti davvero democratici che permettano alle comunità locali di decidere realmente del loro territorio.
NO ORTE-MESTRE (Marta e Moreno) presentano la rete stop orme che da anni si batte contro un altro mostro che vogliono imporci dall'alto e che interessa ben 5 regioni, la trasformazione della e45 in autostrada altro esempio di opera inutile e dannosa oltre che tra le più costose previste dalla famigerata legge obbiettivo (si spenderebbero ben 10 miliardi di euro!). A Terni si stanno attivando con iniziative di contro-informazione e sensibilizzazione nelle località direttamente interessate, per costruire pratiche e azioni con le popolazioni locali. Salutano positivamente l'iniziativa e richiamano l'esempio della lotta no tav.
GENUINO CLANDESTINO (Bio) è una realtà nazionale composta di piccoli produttori e consumatori critici, nata anni fa sull'onda della battaglia della terra come bene comune. La regione sta tentando di vendere grandi quantità di terre umbre per fare cassa a danno delle popolazioni locali alle quali viene impedita ogni possibilità di costruire economie altre, contrapposte a quelle del modello dell'agricoltura intensiva e della monocultura. Ritorna sulla necessità di ripensare a un sistema di sviluppo sostenibile, legato ai territori e alle risorse presenti e all'importanza di trovare un percorso condiviso di cui il comitato può e deve essere il punto di riferimento e nel quale si costruiscano pratiche comuni che permettano di tutelare il territorio e controvertire le decisioni imposte dall'alto, basate unicamente sulla logica del profitto per pochi e danni per tutt*.
CAICOCCI TERRA SOCIALE (Marco) il comitato si è costituito per contrapporsi alla svendita da parte della regione di circa 200 ettari di terra e per rivendicare l'uso della terra e l'abitazione dei vecchi casali e riqualificarlo quindi come bene “di e per” tutta la comunità. Il comitato eterogeneo nella composizione si è attivato fin da subito costruendo diverse attività ed iniziative di sensibilizzazione come ad es. gli orti sociali per per rendere consapevole la cittadinanza e far comprendere che i bene comuni possono e devono essere gestiti in maniera condivisa, sostenibile e trasparente, al di fuori dalla logica della privatizzazione (strumento della custodia sociale). Si stanno adoperando anche per una raccolta firme contro il progetto di svendita da presentare alla regione.
COMITATO AMBIENTE E SALUTE GUALDO CATTANEO (Valerio) nasce nel '95 contro il progetto che voleva realizzare una discarica per trattare rifiuti tossico-nocivi, inoltre dagli anni '60 è presente sul comune una centrale Eni riconvertita a carbone, tra le pochissime in Italia e con importanti conseguenze in termini d'inquinamento ambientale. Grazie alla prontezza e all'azione unitaria dei cittadini sono riuscisti a sventare sia il pericolo della discarica, sia i vari progetti che di volta in volta volevano imporre (nel 2001 quello dell'inceneritore e nel 2006 quello della centrale per bruciare biomasse).
ACQUA BENE COMUNE (Elisabetta) il comitato da anni si batte contro la privatizzazione delle risorse idriche e in difesa dell'acqua come bene di prima necessità e quindi come diritto-bene di tutta la comunità/umanità, spiega l'iniziativa dell'autoriduzione della bolletta idrica e i diversi ricorsi al tar presentati dal comitato. Accenna anche alla costruzione del nuovo acquedotto che sconvolgerà il territorio della Valnerina e andrà ad aggiungersi a quello già presente nella zona e che in 25 anni di privatizzazione non ha mai visto opera di manutenzione.
NO TAV (Luciano, prof. Cancelli e un terzo che mi sfugge) salutano con entusiasmo l'iniziativa, felici del nostro invito. Si soffermano sull'importanza di costruire una rete di contatti come elemento di forza da contrapporre a chi vuole imporci un sistema economico-sociale ormai alla deriva e non più riformabile. Sottolineano la necessità di partire dalle questioni locali ma nell'ottica di aprirsi a tematiche e processi che sono nazionali e non solo, in quanto è la diffusione e la capillarità delle lotte a far più paura al sistema di potere. Discutono anche dell'infamante impianto giudiziario che vuole impedire ai singoli cittadini ogni forma di contrapposizione alle decisioni prese dall'alto, della pericolosità di tale concezione totalitaria della democrazia e a questo riguardo rimandano fieramente al mittente l'etichetta di terroristi contrapponendo quella di nuovi partigiani!

Dopo questa prima e prolungata fase si è dato spazio al dibattito, vari gli interventi e i temi affrontati fra i quali l'importanza della lotta no tav non come modello da esportare ovunque in maniera acritica e decontestualizzata, ma come un centro di mobilitazione che ha saputo negli anni costruire dal basso pratiche eterogenee di lotta e modi di vivere altri, acquisendo la capacità di diffondersi oltre i confini della val susa (e del progetto del tav) e divenendo anche un catalizzatore per tutte quelle realtà e persone che si battono per costruire un modello economico-sociale alternativo a quello basato sulla “capitalizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite”. È stata ribadita l'importanza di costruire canali di contatto e iniziative comuni a tutte le realtà che si occupano delle devastazioni ambientali e non solo, in una prospettiva che rifiuta la gerarchizzazione delle tematiche e le pone tutte su uno stesso piano, oltre alla necessità di fare fronte unito e compatto ogniqualvolta si presenti l'occasione di fare pressione a chi vuole decidere delle nostre vite anche con iniziative simboliche e colorate. Si è accennato anche al tema degli spazi urbani, della continua cementificazione e vuoto di socialità che caratterizzano le nostre città (es. di Perugia divenuta ormai una città-vetrina continuamente monitorata, che non ha più nessuna capacità di accogliere se non nei termini del binomio produzione-consumo).
Vari gli appuntamenti che si sono messi in calendario:
- 12 aprile manifestazione nazionale contro l'austerità a Roma
- 13 aprile manifestazione a Caicocci
- Aprile/maggio giornata di lotta al M.Peglia
- 10 maggio mobilitazione nazionale a Torino in solidarietà dei compagni no tav arrestati e accusati di terrorismo
- fine maggio manifestazione regionale contro le devastazioni ambientali
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Inserito giovedì 27 marzo 2014


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