10/04/2020
direttore Renzo Zuccherini

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RIFLESSIONI E SOLLECITAZIONI SULLA QUESTIONE FERROVIARIA IN UMBRIA E A PERUGIA
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La cronaca umbra, negli ultimi tempi, è stata occupata, in modo preponderante, dalle proteste dei pendolari per l’ulteriore scadimento del servizio ferroviario che gli stessi utilizzano per potersi recare al lavoro, in particolare quelli che devono raggiungere giornalmente la Capitale, ma non solo. I viaggiatori che hanno visto, la settimana scorsa, il treno proveniente da Firenze giungere a Perugia con un ritardo di 25 minuti e accumularne altri 25 nel tratto Perugia – Assisi senza che ricevessero, oltretutto, spiegazione alcuna sulle cause (notizia riportata ampiamente dai giornali), evidenzia come questa regione sia completamente fuori dai pensieri, dagli interessi e dalle attenzioni di Trenitalia. Il progressivo taglio delle fermate che assicuravano un minimo di collegamenti decenti a Fossato di Vico e Spoleto, l’evidente stato di abbandono e declassamento delle stazioni, con la soppressione dei servizi di biglietteria, ha dovuto vedere Sindaci e Consigli comunali interi dover adire vibrate proteste, assieme ai propri concittadini, per richiamare l’attenzione delle Ferrovie dello Stato e ottenere qualche pur minimo risultato. Devo sottolineare come, in tutto questo, la città di Perugia sia quella che anche in futuro dovrà attendersi la sorte peggiore. L’annunciata soppressione, da giugno prossimo delle uniche due coppie di Eurostar che collegano il capoluogo umbro con Roma, farà sì che i tempi di trasferimento diventino ancor più insopportabili, sia per l’utenza pendolare che per chi deve recarsi a Roma per ragioni professionali. Tutto questo, a fronte anche del fatto che la Regione versa a Trenitalia parecchi milioni di euro ogni anno per i servizi di carattere pendolare e locale e ha sempre considerato, anche nei piani regionali dei trasporti, quello ferroviario, asse portante della mobilità regionale e per i collegamenti con le principali destinazioni nazionali ad iniziare da Roma e Firenze. La mia opinione, in qualità di responsabile regionale Ambiente-Sostenibilità del Partito Democratico dell’Umbria e Consigliere Comunale di Perugia è che questa vicenda, che ha visto le Istituzioni umbre fianco a fianco con i pendolari e le comunità locali, non possa essere fine a se stessa, o essere superata con qualche promessa o con qualche “pannicello caldo”. Occorre che le Istituzioni dell’Umbria, regionali, provinciali e dei principali comuni, a partire da Perugia, la più penalizzata oggi e in futuro, aprano un confronto e, se necessario una vertenza, col Governo che riduce i treni e taglia le risorse per il trasporto pubblico nelle città, con RFI responsabile della rete ferroviaria nazionale e con Trenitalia che dovrebbe curare i servizi per un progressivo, decisivo sviluppo della qualità infrastrutturale e dei servizi ferroviari offerti alla nostra regione compreso il suo capoluogo. Siamo difronte ad una situazione non più sopportabile e a dir poco paradossale se solo aggiungiamo a tutto ciò l’attesa, da decenni, per nuove infrastrutture ferroviarie, ancor prima che viarie (vedi il raddoppio  Orte-Falconara, la velocizzazione Foligno-Terontola, la connessione della rete FCU con RFI, il collegamento San Sepolcro-Arezzo, il completamento del Minimetrò a Monteluce, integrato con la rete ferroviaria FCU…), per permettere all’Umbria e ai suoi cittadini di esercitare il pieno diritto alla mobilità alternativa al mezzo privato e di uscire dalla storica marginalità con il resto dell’Italia e dell’Europa. Non è un caso che l’Umbria è tra le primissime regioni a più elevato consumo energetico da combustibili fossili nel settore trasporti e la regione italiana con il più alto rapporto auto/abitante.  Ma come è pensabile ridurre le emissioni inquinanti mentre i consumi energetici continuano ad aumentare !!! Ma di quale sostenibilità vogliamo parlare quando i cittadini di tutta l’Umbria dichiarano per primi e da sempre, come emerge dai sondaggi, che tra i bisogni più sentiti vi è quello della mobilità legata all’inefficienza del sistema trasporti regionale!!!! Ho già chiesto alla Direzione Regionale del Partito Democratico una discussione di merito che coinvolga i propri rappresentanti in Parlamento e chiederò in Consiglio Comunale di Perugia, pur nelle more del periodo di fine legislatura, di voler intraprendere le azioni necessarie, al fine di porre questa questione tra le questioni primarie e mettere oltretutto, il nuovo Sindaco e la nuova Giunta, nelle condizioni di poter segnare una svolta in questo comparto ricordando come, nel campo della mobilità collettiva, la città di Perugia è sempre stata all’avanguardia nazionale ed internazionale, con le proprie intuizioni e realizzazioni; le scale mobili ed il minimetrò, che hanno fatto e fanno scuola, ne sono solo gli esempi più evidenti.
Perugia, 25 gennaio 2009
Lorena Pesaresi
 (Consigliera Comunale di Perugia-Esecutivo reg.le PD Umbria)



Inserito martedì 10 febbraio 2009


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Commenti

Nome: Roberto Tinarelli
Commento: per poter diminuire l'uso dell'automobile, secondo me, è fondamentale lo sviluppo del treno come mezzo alternativo, soprattutto a Perugia , dove la ferrovia circonda la città. Al momento , però, dopo un'introduzione sperimentale del treno Ponte San Giovanni- Ellera, sono state diminuite anziché aumentate le corse. Questo tratto ferroviario potrebbe essere la nostra metropolitana , ma, al momento, con poche corse giornaliere, non se né vede la convenienza. Serve far partire il servizio con una frequenza di almeno 1 treno ogni 15 minuti, poi chiudere definitivamente il traffico privato all'interno della città.Solo avendo un servizio pubblico efficiente si può pensare di far diminuire l'uso del mezzo privato, ma forse è proprio questo che si vuole evitare

Nome: Stefano
Commento: La signora consigliera parla di Perugia all'avanguardia, però poi si duole che i treni facciano ritardo...in 50 anni non s'è riusciti a raddoppiare la foligno terontola, che avrebbe permesso di avere un servizio valido verso firenze e soprattutto limitare l'isolamento del capoluogo.Oggigiorno questa linea è considerata da RFI di secondaria importanza, non si riesce a completare il raddoppio dell'orte-falconara, che è di vitale importanza per il Paese, figuriamoci la foligno-terontola.La cosa avvilente è che mentre nelle marche,toscana,lazio qualcosa è stato fatto, da noi si vive nel medioevo se guardiamo alle infrastrutture, grazie a chi ci ha governato sinora.La signora consigliera sa dire perchè se si entra in Umbria con la macchina o col treno sembra di entrare nel terzo mondo ? Va bene la scala mobile, va bene il minimetro (anche se così è un'opera monca), ma perchè, con tutte le scusanti possibili e immaginabili, in 50 anni nulla o quasi è stato fatto per evitare l'isolamento di tutto il territorio ?

Nome: Gianni
Commento: Come cittadino resto basito e preoccupato dai modi in cui i nostri politici affrontano e pensano di risolvere i problemi legati al nostro territorio!! Il Minimetrò continua a viaggiare con una utenza giornaliera ampiamente lontana dall’affluenza inizialmente programmata (n. 16.000 persone al giorno) senza parlare poi dei costi di gestione che ritengo siano assolutamente insostenibili (€ 38.000 al giorno). Nonostante questo si pensa ora di estendere la linea del Minimetrò a Monteluce !!!!!. Ma forse si è dimenticato che a Monteluce non c’è più il Policlinico e che presto, grazie ad una privata operazione immobiliare, i vecchi padiglioni saranno demoliti per fare spazio a nuovi fabbricati!! E poi mi chiedo: quanto costerà la realizzazione di questa nuova linea, considerato che la stessa dovrà essere necessariamente sotterranea? E soprattutto: come verranno coperti i costi di gestione: forse ritoccando nuovamente l’addizionale comunale IRPEF già aumentata da questa Amministrazione Comunale del + 125%? Gianni

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