19/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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No alla soppressione dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici
Forse più che i costi, a dare fastidio è proprio l’indipendenza dell’organismo

La notizia della volontà del governo di sopprimere l’autorità di vigilanza dei contratti pubblici, se confermata, rappresenterebbe un fatto grave. L’Autorità, la cui soppressione comporterebbe un risparmio davvero esiguo, ha avuto un ruolo importante negli ultimi anni dando la stura a numerose inchieste, dalle Grandi Opere, comprese quelle fiorentine e toscane, al recente scandalo dell’Expo solamente per citarne alcune, che evidentemente hanno dato non poco fastidio ai grandi poteri finanziari più attenti al loro portafoglio che alle esigenze del Paese. L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, prosegue l’assessore, è un'autorità amministrativa indipendente che si occupa di vigilare sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture in tutti i settori dell'ordinamento, per garantire il rispetto dei principi di trasparenza e correttezza delle gare diappalto, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle procedure di gara.

Forse più che i costi, a dare fastidio è proprio l’indipendenza dell’organismo, destinato a veder trasferite le proprie competenze al Ministero in caso di soppressione. L’Autorità in questi anni ha consentito di far luce su alcune delle vicende più scandalose sotto il profilo del rapporto tra Pubblica Amministrazione e lobby finanziarie, mettendo in evidenza quelle illegittimità amministrative, civili e penali che, oltre ad essere indegne per un paese civile, hanno determinato, nella maggior parte dei casi, l’incompiutezza di opere che hanno succhiato, queste sì, ingenti ed inutili risorse alle casse dello Stato. In un Paese come il nostro è fondamentale avere un soggetto terzo e indipendente rispetto al Ministero delle infrastrutture, stazione appaltante, e le imprese che realizzano i lavori. Riportare compiti e funzioni dell’Autorità sotto il controllo del Ministero rappresenterebbe un ritorno ad un passato di cui possiamo fare a meno. Questo, naturalmente, non significa che non si possaragionare su uno snellimento delle procedure ma sempre mantenendo laterzietà che rappresenta il vero valore dell’Autorità. L’esperienza della Regione dell’Umbria nei rapporti con l’Autorità è da giudicare positivamente, in particolare in relazione alla costruzione e al mantenimento delle informazioni relative all’Osservatorio regionale delle opere pubbliche. Auspichiamo dunque che il governo torni sui suoi passi nel rispetto dei principi cardine del buon andamento della Pubblica Amministrazione e, soprattutto, dell’intelligenza dei cittadini.



Stefano Vinti

Inserito sabato 19 aprile 2014


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