16/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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I cittadini non autosufficienti e i loro familiari
Assistenza domiciliare indiretta, assistenza diretta domiciliare, ricovero nelle residenze protette: libertà di scelta nella cura

Sostegno alla domiciliarità in un'ottica di libertà di scelta e in coerenza con un piano personalizzato che contenga tutti gli strumenti idonei per assicurare, a chi vive un grave disagio fisico o psichico, cure ed assistenza dignitose. Questa, in sintesi, la visione del Movimento Cinque Stelle in tema di protezione e tutela delle persone non autosufficienti e dei loro congiunti. Il tema è delicatissimo non solo dal punto di vista etico e sociale ma anche sotto il profilo dei costi che l’intera comunità sostiene sul fronte delle politiche sociali. Già nel 2001 la Regione Umbria introdusse l'assegno di cura per anziani non autosufficienti ma nel 2006, dopo il blocco della lista d'attesa, fu previsto un piano per aumentare i posti in convenzione nelle Residenze Sanitarie Assistenziali: da 1400-1500 si è arrivati a 2400 posti; analogamente a quanto accade in Sicilia dove però i residenti sono circa il quadruplo rispetto all’Umbria. Secondo il tariffario regionale, il costo dell'assistenza diretta domiciliare è di 25 euro all'ora (a fronte dei circa 5 euro che percepisce l'operatore delle cooperative sociali che erogano il servizio) mentre in caso di assistenza indiretta il costo è di circa 8 euro. Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa), i costi vanno da un minimo di 3 mila euro al mese a un massimo di 5-6mila a ospite. Non finanziare l'assistenza domiciliare indiretta ( assegni di cura, contributi badante, buoni), conferendo risorse direttamente alle famiglie, ha portato al risultato di favorire l’uscita del malato (soprattutto quello indigente) dalla propria famiglia ed il ricovero nelle Rsa, residenze protette o case famiglia, è stato inevitabile e sarà ulteriormente accentuata dalla revisione dei parametri Isee decretata dal Governo Letta. Già nel 2010 l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane evidenziava che in Umbria una famiglia con disabilità spende il doppio della media italiana per raggiungere lo stesso livello di benessere. La conferma del dato allarmante è che anche quest'anno i cittadini Umbri non autosufficienti ed i loro congiunti hanno potuto “contare” su un assegno di sollievo previsto dalla delibera della Giunta regionale 1708/2009 “fino a” 50 euro al mese per coprire i costi dell'assistenza a domicilio per: pagare bollette delle macchine che tengono in vita i loro cari, coprire i compensi di badanti che si alternano nelle 24 ore, acquistare farmaci non dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale, ecc.
In attesa di poter agire direttamente anche a livello regionale dopo le elezioni del 2015, il Movimento Cinque Stelle intende mettere in atto tutti gli strumenti e le competenze a disposizione del Comune per invertire la rotta e riportare “a sistema” uno dei principi cardine della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata con legge dallo Stato italiano: “Nulla su di noi senza di noi”.




MoVimento 5 Stelle Perugia

Inserito giovedì 24 aprile 2014


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