23/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Marcia per la salute, l’aria, il cibo, l’acqua, la terra puliti
Domenica 18 maggio ad Assisi per la seconda volta


Domenica 18 maggio si svolgerà ad Assisi per la seconda volta il Convegno (nella mattinata) e poi il pomeriggio la Marcia per la salute, l’aria, il cibo, l’acqua, la terra puliti indetta dal Coordinamento Nazionale TERRE NOSTRE.

Appello alle associazioni, ai coordinamenti ai comitati, alle singole persone di buona volontà - che si battono per
l'ambiente e la salute e contro le nocivita' ambientali - per l'adesione e la partecipazione alla marcia di assisi del 18 maggio

Il 18 maggio si terrà ad Assisi, nella città di Francesco, la seconda Marcia per la sal vaguardia della salute, per l'aria, il cibo, l'acqua, la terra puliti che avrà per tema principale l'opposizione alla proliferazione degli impianti a biomasse e biogas individuata come minaccia attuale, insidiosa e diffusa capillarmente sul territorio.

L' appuntamento di Assisi rappresenta una tappa importante nella crescita di un movimento spontaneo contro la corsa alla realizzazione di centrali a biomasse e biogas, all'eolico selvaggio, all'incenerimento dei rifiuti, al persistente massiccio utilizzo di pesticidi e altre forme vecchie e nuove di nocività ambientale. In Umbria si ritroveranno comitati provenienti da tutta Italia uniti dall'obiettivo di proteggere l'ambiente, la salute, l'agricoltura anche dalle speculazioni della “green economy”.

La crescita senza regole di impianti a biomasse e al biogas rappresenta oggi una delle principali emergenze sul fronte della tutela della salute e dell'ambiente. Contrastarla significa agire a llo snodo dei principali problemi ecologici e sociali del nostro tempo: quello della gestione dei rifiuti (che con le biogas e le biomasse assume la dimensione di uno smaltimento diffuso e incontrollabile), della qualità dell'aria (compromessa da nuove fonti di combustione diretta e indiretta), della qualità e della sicurezza alimentare (minacciata dalla concorrenza drogata delle agri-energie e dalla ulteriore sottrazione di superfici destinate alla produzione di cibo) e dello spreco alimentare.

La proliferazione degli impianti a biogas e biomasse, sostenuta da super-incentivi, è senza freni. Si adatta spregiudicatamente alla rimodulazione delle tariffe per spuntare profitti speculativi strumentalizzando e distorcendo concetti nati per promuovere la sostenibilità:“filiera corta”, “rinnovabilità”, “cogenerazione”.

La prospettiva di guadagno elevato e sicuro allenta ogni freno inibitore e si calpestano l eggi fondamentali, i diritti alla salute, alla sovranità alimentare, alla sicurezza e al libero esercizio delle attività economiche. Si spingono le amministrazioni locali a scelte contrarie al bene dei cittadini.

Sono valori fondamentali quelli in gioco. Tanto fondamentali da costringere a ripensare dalle fondamenta la stessa azione collettiva, mettendo al centro i beni comuni, ossia quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali, nonché al libero sviluppo della persona. Beni peraltro essenziali che un modello di sviluppo tuttora improntato ad industrialismo e consumismo (verniciati a volte di verde) mette a repentaglio per poi monopolizzarli: l'acqua pura, l'aria, la terra che deve continuare a dare pane e non può essere avvelenata o isterilita. Patrimoni che devono essere salvaguardati, anche a beneficio delle generazioni future.

La forza dei tanti comitati sorti su questi temi, sui vari aspet ti della nocività ambientale ma, soprattutto, sul tema specifico delle biomasse e del biogas sta in questa consapevolezza dei valori essenziali in gioco: valori ambientali ma al tempo stesso di immediata e profonda valenza sociale.

Le “centrali” calano all'improvviso, spesso senza alcuna informazione preventiva, su piccole e piccolissime comunità dove la gente non ha ancora perso del tutto il contatto con i valori della civiltà contadina. Quando si presentano ai cittadini le caratteristiche delle centrali l'informazione che viene fornita è carente e manipolata.

Il questo contesto il movimento di reazione che si sviluppa assume connotati nuovi. E' scevro da ideologismi, è ispirato alla dimensione sociale, comunitaria dell'iniziativa ecologica, quella a cui fanno riferimento anche importanti e coraggiosi documenti del magistero cattolico. Il movimento capillare che si è costituito attorno all'obiettivo del contrasto della proliferazione delle centrali a biogas e biomassa è solo in minima parte costituito di "militanti". Lo animano in larga misura persone che non si sono mai impegnate direttamente in politica o nei movimenti: mamme, famiglie, anziani.

Forte è la determinazione di queste persone che difendono qualcosa di molto concreto, che ravviva il legame con gli altri, per cui sono disposte a compiere sacrifici e a combattere, ma sempre pacificamente. Lo testimoniano gli oneri pesantissimi dei ricorsi al Tar, che piccoli Comitati si sono assunti sostituendosi alle istituzioni per far rispettare la legalità ed eseguendo di propria iniziativa (e a proprie spese) quei monitoraggi, quelle valutazioni di impatto che una normativa di dubbia legittimità ha aggirato.

Da oltre 2 anni i comitati Terre Nostre di tutta Italia hanno maturato l'idea di una iniziativa pubblica ad Assisi. Gli obiettivi della manifestazione e la natura dei Comitati trovano una cor rispondenza immediata e al tempo stesso profonda con la città di Francesco e il suo insegnamento che incita alla salvaguardia del creato.

Gli obiettivi della marcia sono semplici: richiamare l'attenzione di una classe politica (ma anche di media nazionali) molto “distratti” rispetto a problemi che, pur senza la drammaticità di situazioni come l'Ilva di Taranto, assumono nel loro insieme – a causa di un impatto “diluito” su quasi tutto il paese – un peso non minore creando uno stillicidio di situazioni di conflitto che azzera la residua fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche locali e centrali.

Ai politici, agli amministratori, alle lobby, ai media schierati con gli interessi finanziari (in gioco ce ne sono parecchi e di prima forza) si vuole far intendere che le mille voci dei tanti Comitati possono unirsi in una voce possente.

Non siamo più disposti a veder calpestati diritti costituziona li e i fondamentali presupposti della convivenza e pertanto utilizzeremo tutte le forme di iniziativa democratica per ottenere:

· Un drastico ridimensionamento degli incentivi per la produzione elettrica da biogas e biomasse destinata alla immissione in rete indipendentemente dalla taglia degli impianti;

· l'applicazione della valutazione ambientale degli effetti cumulativi anche agli impianti di pur ridotta potenza;

· la verifica stringente e su più adeguati criteri dei bilanci energetici e dei criteri di sostenibilità e requisiti di filiera corta delle fonti energetiche utilizzate;

· la verifica dell'impatto sui sistemi agricoli locali e più stringenti criteri di esclusione delle aree di produzioni tipiche, di pregio paesistico, a vulnerabilità ambientale e idraulica;

· la valutazione del bilancio della sostanza organica dei suoli ed esclusione preventiva delle aree caratterizzate da maggior gravità del problema della scarsità di sostanza organica;

· l'esclusione senza eccezioni di impianti a combustione diretta e indiretta delle aree con qualità dell'aria compromessa;

· Il rispetto di distanze dalle abitazioni e dai centri abitati tali da prevenire qualsiasi conseguenza per la sicurezza, la tranquillità e la salute;

· la verifica della compatibilità delle centrali entrate in esercizio rispetto a gravi impatti su salute e ambiente ai fini del loro ridimensionamento, modifica o disattivazione;

. l'inclusione delle centrali a biomassa e biogas nelle "industrie insalubri di prima classe";


· Il reindirizzo delle risorse verso la ricerca e la sperimentazione nel campo dello sfruttamento delle autentiche energie rinnovabili e verso l'incentivazione capillare degli interventi pe r il risparmio energetico e la riduzione di energia e materia.

 



Coordinamento Nazionale TERRE NOSTRE

Inserito giovedì 1 maggio 2014


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