23/04/2021
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Io e l'ambiente: ''due ma non due''
Tratto dal foglio informativo dell'associazione Le Vie della Salute n.9 - 2/2009

Il Buddismo Mahayana ( maha = grande; yana = veicolo), insegnato da Nichiren Daishonin, propone una spiritualità applicata alla vita quotidiana. Daisaku Ikeda, filosofo e scrittore, presidente della Soka Gakkai (l’organizzazione buddista che promuove la diffusione dell’insegnamento di Nichiren Daishonin e che lavora per la pace nel mondo attraverso il dialogo) sostiene che “il buddismo mahayana affronta il mistero della vita spiegando la relazione fra la vastità del cosmo e la profondità dello spirito umano” (D.Ikeda 1982). Il buddismo mahayana, infatti, riconosce all’essere umano un’infinita potenzialità chiamata “vera identità positiva” e fornisce un mezzo per manifestarla e quindi usarla per affrontare e superare le sofferenze della vita. La teoria assolutamente rivoluzionaria che sta alla base della pratica buddista è che ogni essere umano possiede uno stato vitale illuminato, definito Buddità, che tende verso il raggiungimento di una felicità vera, profonda e assoluta, la quale va al di là delle circostanze negative che si possono incontrare nel corso della vita. Questo stato permette di affrontare e superare le sofferenze, stimolando e rafforzando le nostre infinite capacità, che a volte restano latenti e che spesso non crediamo di avere. Il Buddismo è nato per rispondere all’esigenza di tutti gli esseri umani di comprendere come superare le sofferenze e vivere un’esistenza realizzata e soddisfacente. La visione buddista della salute propone i principi di “inseparabilità di corpo e mente” e di “non dualità di vita e ambiente”.

Lo scopo principale della pratica buddista è aiutare l’individuo a sviluppare il suo naturale potere di auto guarigione. Il buddismo di Nichiren Daishonin suggerisce tre punti essenziali per guarire da una malattia: andare da un bravo medico, prendere medicine efficaci ed essere un paziente eccellente. Il processo di guarigione inizia con il rafforzamento della fiducia di essere in grado di sconfiggere la malattia, di trasformare il veleno della malattia in medicina. Se l’atteggiamento è di sconfitta la malattia vincerà sulla volontà di guarire se, invece, assumiamo un atteggiamento di sfida allora le possibilità di guarire sono massime. Ci sono crescenti prove scientifiche di un’intima e inscindibile relazione tra il funzionamento della mente e quello del corpo: per quanto la mente e il corpo appaiono superficialmente come due fenomeni distinti, a un livello più profondo, sono una sola cosa.

Al principio di inseparabilità di corpo e mente è collegato il principio di inseparabilità della vita (o dell’individuo) e del suo ambiente. Il termine giapponese per indicare questo principio è esho funi”. La prima parola è una contrazione di eho (ambiente) e shoho (l’individuo o l’io); la seconda parola, funi, significa “due ma non due” e può essere tradotta con il termine di “non dualità di vita e ambiente”. Il punto d’appoggio indispensabile per gli esseri viventi è l’ambiente fisico, che a sua volta trova in loro la sua ragion d’essere, gli uni presuppongono l’altro e viceversa.

Questo legame indissolubile, ossia non dualità di vita e ambiente, spiega che la vita è modellata dall’ambiente e che così come il nostro ambiente ci influenza allo stesso modo noi lo influenziamo sia costruttivamente, sia distruttivamente.

Nichiren Daishonin ha illustrato il rapporto tra l’individuo e il suo ambiente con l’analogia del corpo e della sua ombra: “l’ambiente è come l’ombra, l’individuo è come il corpo”. Ambiente e individuo sono una cosa sola e s’influenzano a vicenda. Il corpo (individuo) muovendosi trasforma l’ombra e, allo stesso tempo, il corpo (individuo) è creato dall’ombra. In altre parole, l’individuo influenza l’ambiente e a sua volta riceve da esso esistenza e identità. L’essere umano è prodotto e nutrito dall’armonia e dall’unità di forze diverse, come la forza di gravità, l’energia solare e il filo della vita materiale che circonda come una rete tutta la natura. Se l’essere umano non potesse trasformare il nutrimento e il sostegno che riceve dal mondo fisico, se non fosse in grado di compiere alcuno sforzo fisico per assimilarli non potrebbe continuare a vivere. Il buddismo di Nichiren Daishonin oltre al principio di non dualità tra vita e ambiente afferma anche il principio della mutua compenetrazione fra la vita e tutti i fenomeni. “Mutua compenetrazione tra la vita e tutti i fenomeni” significa che la vita in ogni istante abbraccia il corpo, lo spirito e l’ambiente. Fra gli scopi della pratica buddista c’è quello di insegnare a superare la visione ristretta che abbiamo della vita (di cui l’illusione di un sè staccato dal’ambiente è un esempio) e di trasformare il nostro “piccolo io”, egoista ed egocentrico, in un “grande io”, rispettoso della dignità della vita e compassionevole.

Ne consegue che l’ambiente nel quale ci troviamo in qualsiasi momento riflette tutta la nostra vita in quell’istante.

Se paragonassimo l’universo al corpo umano, ogni essere umano, ogni animale, ogni elemento presente in natura del nostro pianeta va pensato come una cellula, allora le società sono gruppi di cellule e la terra e il sistema solare possono essere paragonati al cuore, al fegato, ai reni, al naso, alle orecchie, ai denti o al sistema nervoso del cosmo. Se nel corpo umano qualcosa non funziona, si rompe un equilibrio e si crea malessere; allo stesso modo se consideriamo il cosmo come un corpo umano, se qualcosa non funziona si rompe l’equilibrio cosmico della vita. Nel paragonare l’universo al corpo umano non possiamo dimenticare le cellule cancerose, che possono distruggere l’universo come possono causare la morte del corpo umano. Se l’individuo imparasse a pensarsi come una cellula di questo corpo umano che è l’ambiente e si chiedesse: “che tipo di cellula voglio essere?, una cellula che crea armonia e benessere o una cellula cancerosa, impazzita, che distrugge?”. Le cellule cancerose lavorano solo per se stesse, producono sostanze tossiche e corrodono gli organi. Se vogliamo difendere il nostro ambiente, noi individui, dovremmo evitare di diventare cellule cancerose nel corpo-ambiente. Attualmente l’inquinamento dell’ambiente e la sua distruzione costituiscono un serio pericolo, se non impariamo ad essere in armonia con l’ambiente e a coesistere pacificamente con l’ecosistema metteremo a rischio non solo noi stessi ma anche ogni altro essere vivente. Per questo, di fondamentale importanza è il giudizio etico: cosa possiamo fare? cosa è utile fare? per chi? è davvero opportuno? E’ necessario riflettere, ragionare e agire in termini di sviluppo sostenibile, di visione globale, di etica ambientalista. Come affermava il maestro buddista Josei Toda , il buddismo pone l’umanità e non lo stato al centro di tutte le cose, una causa veramente nobile è quella di chi si dedica al genere umano. L’ideale può essere condensato in questo: la realizzazione, per tramite un pacifismo assoluto, di una società costituita da persone illuminate. La base di tutto sono le persone: “non esistono terre pure e terre impure di per se, la differenza sta unicamente nella bontà o nella malvagità della mente delle persone” Se la mente degli esseri umani é impura anche la loro terra è impura, ma se la loro mente è pura anche la loro terra lo è. Il senso di responsabilità è di fondamentale importanza, così come la pratica della non violenza, riscoprire la dignità e la sacralità della vita e rendere ciò come asse intorno al quale articolare la riforma interiore di ogni essere umano. Un’ etica di sviluppo sostenibile esige profondi cambiamenti nella mentalità e nel comportamento, praticare la solidarietà rispettando le differenti responsabilità dei singoli, dobbiamo comprendere e praticare l’interdipendenza e acquisire il senso della moderazione imposti sia dai limiti delle nostre risorse e dalle esigenze dell’ecologia, sia dalla giustizia. Dobbiamo imparare la collaborazione fra noi e le altre forme viventi, condividere responsabilità in un ottica di sinergia e azione collettiva. Riconoscere il diritto alla vita, promuovendo un educazione ambientalista.

Il buddismo vede l’umanità come una parte della natura, sostenendo e confermando la nozione di bioetica. Dal momento che ogni individuo è connesso a tutto ciò che esiste nell’universo, il destino del nostro pianeta è influenzato dalle singole azioni individuali. Il buddismo non fa alcuna distinzione fra l’essere umano e l’ambiente in cui esso vive, con il suo concetto di interconnessione di tutte le forme di vita in una complessa rete, fornisce un inquadramento intellettuale e spirituale alla coscienza ecologica. Sviluppare rispetto e compassione per il valore della propria vita e per quella degli altri. Secondo la visione buddista ogni essere umano possiede il potenziale per realizzare la felicità propria e quella degli altri. Dentro di noi abbiamo la capacità di vivere con coraggio, di avere relazioni appaganti, di godere di buona salute, di mostrare compassione per gli altri e di affrontare e superare i nostri problemi più profondi. Per vivere questo tipo di esistenza, l’individuo deve intraprendere una trasformazione interiore, una “rivoluzione umana individuale”. Una rivoluzione umana è una trasformazione profonda dei principi che stanno alla base di una visione del mondo, una rivoluzione è un processo che cambia il mondo, un mondo in cui prevalgano valori importanti per l’essere umano, un mondo in cui le scelte siano orientate a produrre il benessere di tutti e dove ciascuno fornisce e trova nell’altro un sostegno, un mondo ecologico in cui non si sacrifichi l’ambiente allo sviluppo. Secondo il maestro buddista Tzanesaburu Makiguchi ogni individuo può e deve creare valore nella propria vita. Un aspetto importante della creazione di valore, per Makiguchi, era lo sviluppo di un equilibrio armonioso tra valori individuali e sociali ottenibile attraverso l’educazione alla creazione di valore. Lo scopo della vita non è altro che la realizzazione e la creazione del valore che è in se stessa felicità.



Quanto riportato in questo articolo è stato interamente tratto da:

Ikeda Daisaku (1982), La vita mistero prezioso, Sonzogno, Milano

Hochswender Woody; Martin G.; Morino Ted (2001), Il budda nello specchio, Esperia, Milano

Gli Scritti di Nichiren Daishonin Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Dayle M. Bethel, (2006), La creazione di valore vita e pensiero di Tzanesaburu Makiguci, Esperia, Milano

D.Ikeda; R.Simard; G Bourgeault (2004), L’essenza dell’uomo, dove si incontrano etica medicina e spiritualità, Sperling & Kupfer Editori


Di Benedetto Maurizio a cura di (2006) Il buddismo di Nichiren Daishonin, Esperia, Milano

Buddismo e Società, per la pace la cultura e l’educazione n. 132, 2009



Maria Palmieri

Inserito mercoledì 4 febbraio 2009


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