30/10/2020
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Il carciofo di Gerusalemme nel diabete, colesterolemia ed uricemia
Tratto dal foglio informativo dell'associazione Le Vie della Salute n.9 - 2/2009

Parente del girasole, questa pianta dai bei fiori gialli colora le campagne in autunno. Esso cresce spontaneo in Umbria e ciò significa che è particolarmente ben adattato al nostro clima e ne riverbera le energie. Consigliamo di valorizzare questo tubero nella dieta dei sani e dei malati. Perché la piante che ti cura, spesso, nasce nel tuo giardino.

L'Helianthus tuberosus, conosciuto anche come topinambur o carciofo di Gerusalemme, è una pianta appartenente alla grande famiglia delle compositae.

I curiosi che si chiedono quale origine ha il gustoso tubero in questione, non devono farsi trarre in inganno dal nome, infatti il topinambur non è originario di Gerusalemme né del Medio Oriente, ma del Nord America.

Il topinambur come d’altronde il suo parente stretto Helianthus annuus o girasole era già largamente coltivato in epoca precolombiana e venne poi usato in tutto il mondo per la sua radice commestibile, poi soppiantata dalla patata.

E’ una pianta molto vitale che fiorisce a fine estate, che predilige terreni umidi e conquista terreni vicini ai corsi d'acqua e alle zone irrigue.

I tuberi di topinambur si raccolgono in inverno, sono molto nutrienti e la cottura è simile alle patate. Nella cucina piemontese sono tipici con la bagna càuda e la fonduta, ma possono essere consumati anche al vapore, lessi, fritti o al forno.

Grazie al contenuto di inulina sono un alimento molto indicato nella dieta di persone diabetiche in quanto l'inulina funziona come riserva di carboidrati (in sostituzione all'amido) indipendentemente dall'insulina. L'inulina è costituita da una catena di molecole di fruttosio terminanti con glucosio. A seconda della stagione della raccolta la lunghezza delle molecole di inulina varia e quindi la loro solubilità. Il Topinambur passa per lo stomaco ed il primo tratto dell'intestino senza venire digerito, solamente nell'ultimo tratto dell'intestino sono presenti dei "bifido" batteri e dei lattobacilli in grado di rompere le sue lunghe molecole il cui carattere fibroso ha un effetto molto positivo sulla flora batterica. Il tubero inoltre è ricco di sali minerali ed in particolare potassio, magnesio, fosforo e ferro come pure di selenio e zinco ed è da sempre conosciuto per le sue doti anti-colesterolo e per stabilizzare la concentrazione dello zucchero del sangue e dell'acido urico.

Occorre sempre scegliere Topinambur biologico perchè è il più adatto all’alimentazione umana poiché il tubero, immagazzinando le sostanze disciolte nel terreno, potrebbe assorbire anche i fertilizzanti e i pesticidi impiegati nella sua coltura o in quelle circostanti.

È una pianta perenne, il cui organo di sopravvivenza è un tubero. I suoi lunghi steli possono arrivare ad una altezza di tre metri. La fioritura è molto caratteristica e avviene a fine estate, con la comparsa di molti fiori giallo oro simili a piccoli girasoli. Terminata la fioritura la pianta si secca, ma in primavera dai tuberi nasceranno i nuovi getti. Le foglie sono lunghe e molto ruvide.

In inverno, una volta seccata la parte aerea della pianta, sarà possibile raccogliere i tuberi, lasciando quelli più piccoli a continuare la coltivazione (che può avvenire per molti anni sullo stesso terreno senza problemi).

Da anni i topinambur si sono stabiliti come una presenza benefica ed esteticamente gradevole nell’orto della nostra azienda in Umbria. Il mio consiglio è quindi: mangiate topinambur e piantatene i tuberi se disponete di un orto familiare, anche in posizioni marginali, purché soleggiate e abbastanza umide. La pianta, infatti, è molto rustica e le cure si limitano alla piantagione, alla raccolta e se proprio volete dei tuberi giganti ad una concimazione con letame maturo ogni due anni!

Ne parliamo giovedì 19 febbraio, alle 18.00 presso LeViedellaSalute, via Cortonese 66/A a Perugia  



Nicola Carfagna

Inserito mercoledì 4 febbraio 2009


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