14/04/2021
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Guarire dal cancro senza uccidere l'ambiente
Tratto dal foglio informativo dell'associazione Le Vie della Salute n.9 - 2/2009

Dalla newsletter dei Medici per l’ambiente (www.isde.it) e da Sanitanews del 29/09/2008 traiamo le seguenti considerazioni: Le medicine citotossiche, speciali farmaci anti-cancro che impediscono la divisione cellulare vengono eliminate in parte con le urine ed accumulate nelle acque e nell’ambiente. Se assorbite dall'organismo, risultano estremamente dannose soprattutto per le donne in stato di gravidanza dal momento che porterebbero gravissimi danni al feto.

Per questo pare che a partire da quest’anno il Governo britannico farà effettuare delle analisi sull'acqua potabile per verificare l'eventuale presenza di farmaci, finiti inavvertitamente negli scarichi. Lo riferisce il quotidiano "Independent". Si sospetta che i farmaci potrebbero aver contaminato le acque dei fiumi. Un'equipe di tecnici controllerà i punti di prelievo dell'acqua potabile e saranno anche effettuati controlli sull'acqua passata per i cicli di trattamento. Una commissione di esperti si riunirà nelle prossime settimane per stabilire dove verranno condotti i test, disposti dal Department for Environment, Food and Rural Affairs (DEFRA) e dall'Ispettorato dell'acqua potabile. I pericoli maggiori, avvertono gli scienziati, arrivano dalle medicine anti-cancro, pericolose per la loro elevata tossicità, difficilmente solubili, anche dopo le operazioni di trattamento. [www.independent.co.uk/news/science/tests-for-drugs-in-tap-water-945268.html]; [www.independent.co.uk/news/science/how-drugs-can-contaminate-drinking-water-graphic-945430.html

Le cure farmacologiche contro il cancro sono peraltro la principale spesa farmaceutica dello Stato italiano. Diversi fattori stanno accelerando al revisione delle strategie curative: i dubbi risultati, l’inquinamento che ne deriva e la crisi finanziaria.

L’angoscia di sapere che una persona è gravemente ammalata ha finora spinto i medici a cercare di fare di tutto, di più e di troppo. L’approccio terapeutico però è in fase di cambiamento; esso potrebbe passare da un tecnicismo tutto orientato a colpire le cellule cancerose, ad una completezza olistica ed orientata alla persona. Molti medici ed oncologi stanno rivalutando le terapie naturali, l’eliminazione del dolore, la capacità di stare vicini al malato ed ai suoi parenti accompagnandoli a superare l’angoscia di morte.

Paradossalmente sentirsi compresi ed accettare la morte porta a vivere meglio quello che resta da vivere ed in molti casi addirittura a morire bene, che non è poco. Vanno così affrontati i temi della qualità della vita, laddove uno dei punti principalmente in discussione è il confine fra accanimento terapeutico ed eutanasia. Saper accettare il corso naturale della vita e della morte (come nel caso della Englaro) senza dover intervenire a tutti i costi per alcuni diventa una omissione colpevole, ma da un altro punto di vista è invece espressione di fede e di fiducia nella misericordia dell’ente supremo.

In fase di rivisitazione sono anche il ruolo dell’alimentazione e delle erbe anticancro. Al contrario della politica del "taglia (talvolta peraltro necessario) e brucia" della medicina ortodossa, alcuni trattamenti prevedono la modifica del "terreno" biologico del corpo per esempio laddove si rende basico il terreno che non permette più in tal modo lo sviluppo del cancro.

Il dr. Nacci, un medico di Trieste, ha enumerato molte piante con le quali otterrebbe questo risultato, oltre che la stimolazione delle difese immunitarie. Un percorso da valutare attentamente: http://www.naturaolistica.it/Files/1000_piante_cancro_Nacci.pdf ]






Francesco Tullio

Inserito mercoledì 4 febbraio 2009


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