22/05/2019
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Isola Polvese, bene comune
In questi giorni è uscita la notizia che l’amministrazione provinciale aveva deciso di “(s)vendere” per 21 anni a privati l’isola che possiede: la Polvese. Una decisone presa senza nessuna partecipazione

Il lago Trasimeno fa così parte dell’anima di noi perugini che lo chiamiamo semplicemente "il lago" e quando tornando dal Nord lo vediamo ci sentiamo davanti alla porta di casa. Continuamente siamo in ansia per il livello delle sue acque, ci chiediamo quanto sia cresciuto o calato rispetto al suo zero igrometrico.
Quest’anno le abbondanti piogge invernali lo hanno portato ad un livello tale che non si vedeva da anni. Un piacere guardarlo con l’acqua bella dove spiccano le chiazze verdi delle sue tre isole: la Polvese, la Maggiore e la Minore.

Ma siccome in Umbria stare tranquilli non è mai possibile, in questi giorni è uscita la notizia che l’amministrazione provinciale (poco prima che la Provincia di Perugia come tutte le altre diventi ex) aveva deciso di “(s)vendere” per 21 anni a privati l’isola che possiede: la Polvese. La più grande del lago, un vero e proprio bene comune per le sue testimonianze storico artistiche e le sue specie arboree. Da anni parco scientifico  per la ricerca, la sperimentazione e la didattica ambientale. Meta di tanti umbri grazie ai sereni fine settimana che consente.

Una decisone presa senza nessuna partecipazione a ridosso dell'estate con l’assenza, che appare bizantina e pilatesca, dell’assessore di Rifondazione comunista. Decisione negata dal decadente presidente della Provincia con toni sarcastici verso chi protestava. Una smentita, però, che non smentisce nulla; né lo studio di fattibilità, né la prevista concessione ad un privato. Che, ovviamente, a tutto sarebbe interessato tranne alla Polvese bene comune, ma disegnerebbe per lei un destino legato al suo sfruttamento, nascosto dietro la parola valorizzazione, ed al divertimento di pochi benestanti.

Una decisione che, e per la sostanza delle questioni e per come sono state prese, testimonia che nei partiti di sinistra (tutti) che amministrano l’Umbria c’è un cupio dissolvi.
Altrimenti come spiegarsi questo accanirsi contro i sentimenti di tanti cittadini che per la gran parte sono loro elettori? E lo scodellare su un piatto d’argento alla controparte politica gli argomenti per la campagna elettorale, come già è stato fatto in quella persa per il Comune di Perugia?



Vanni Capoccia

Inserito venerdì 20 giugno 2014


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Commenti

Nome: Stefania Peccini
Commento: Per fortuna che c'è chi si mobilita come Vanni senza tanti ditinguo. Una cosa va fatta? E lui, come a san Bevignate, ci si butta. Quegli altri hanno i loro tempi biblici, i loro distinguo, si chiedono a chi conviene, chi ci sta dietro..oppure, come Rifondazione, escono dalla stanza

Nome: AGNESE BASTIA
Commento: Ritirata la delibera, peggio per chi a sinistra non ha protestato, ora non può intascare la vittoria http://www.umbria24.it/isola-polvese-dietrofront-della-provincia-niente-privati-revocata-la-delibera/296807.html

Nome: Giorgio
Commento: Tra poco si voterà per la Regione e l'elettorato di sinistra si rivolgerà ad altri come ha fatto alle comunali di Perugia. E la sinistra (o le sinistre) comincerà a dire non ci siamo spiegati, non ci hanno capito, non sappiamo comunicare, gli altri usano meglio la rete (alcuni), io nella rete non ci credo (altri)... Ma se non dici niente come pretendi di essere capito? Invece l'assessore di Rifondazione uscito dalla giunta che prendeva la decisione di afidare la Polvese a privati aveva capito tutto e ha fatto da solo la parte delle tre scimmiette: non ha visto, non ha sentito, non ha parlato

Nome: Claudia S.
Commento: Si sta ripetendo quello che è accaduto con san Bevignate: la sinistra è lenta nel capire, altri prendono il centro del campo poi magari alle regionali fanno una lista bene comune...

Nome: Federico
Commento: Mi pare che stia venendo fuori una fotocopia di San Bevignate. Con la sinistra che non sa che pesci pigliare e se ne sta zitta mentre sta nascendo un movimento d'opinione. Sorprende L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS, e su qeste cose che si vede che sei un ALTRA cosa, ma se stai zitto sei come gli altri

Nome: Vanni Capoccia
Commento: PER L'ISOLA POLVESE BENE COMUNE "Il bene comune come finalità imprescindibile delle comunità umane è la spina dorsale di una cultura della cittadinanza di cui dobbiamo in ogni modo recuperare la traccia e il bandolo" (Salvatore Settis)

Nome: Orietta
Commento: Interessante Italia Nostra. Esce dal letargo solo quando deve mettersi al servizio delle ambizioni personali di Urbano Barelli. Adesso lui è sazio e lei dorme

Nome: Vanni Capoccia
Commento: "Se abbiamo a cuore il bene comune, dobbiamo parlare in nome delle generazioni future. Ma sapendo che questo vuol dire parlare con pieno diritto in nome di noi stessi. In nome della Costituzione" (Salvatore Settis)

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