13/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Le carte perugine del Bartoccio
Monumenti, rioni, detti popolari e cultura del popolo nelle Carte perugine disegnate da Marco Vergoni: presentazione a Pila il 28 giugno

Nelle carte Perugine si cerca di mettere in evidenza le caratteristiche storiche, artistiche e culturali della città. Ci sono quindi simboli e vedute che vogliono dare un’idea della specificità e della particolarità di Perugia.
Ciò che va detto, tuttavia, per comprendere a pieno il significato dei monumenti, è che questi non sono costruzioni messe qua e là a caso, da visitare uno alla volta senza coglierne il rapporto con la storia della città.
I monumenti di Perugia fanno parte di un insieme unitario, ancora largamente conservato, che è la città chiusa nel cerchio delle mura medievali e solcata dal percorso delle cinque vie regali, convergenti verso la Piazza. All’interno di questo complesso, si può vedere che la tessitura degli edifici storici (case, palazzi, chiese, ospedali, ecc.) è ininterrotta e continua. I cosiddetti “monumenti” sono i luoghi simbolici e pubblici di un’idea di città costruita nel Medioevo, a partire dal Duecento, e retta “a popolo e libertà”: per cui al centro della città è stata costruita una Piazza, ove convergono le cinque vie regali, e al centro della Piazza è stata messa una splendida Fontana, cioè un monumento al principale servizio pubblico, e intorno alla Piazza sono poi sorti i Palazzi che esprimevano il potere popolare: il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Priori, il palazzetto dei Notari della repubblica perugina, il Palazzo del Capitano del Popolo, lo Studio, e poi le sedi delle maggiori Arti cittadine, e così via. La bellezza della città, quindi, è il frutto di una idea “politica”, cioè della volontà di fare del popolo il protagonista della politica cittadina. Tant’è che in fondo alle vie regali le catene di traverso alla strada costringevano i nobili a scendere da cavallo, per essere uguali agli altri cittadini.
Altro elemento fondativo della città di Perugia sono stati i rioni, o “Porte”, perché chiamati con la porta che, in fondo a ogni via regale, metteva in comunicazione la città con il suo contado. Erano cinque (Porta S. Angelo, Porta Sole, Porta S. Pietro, Porta Eburnea, Porta S. Susanna); ogni rione viveva di una sua vita propria, e ciascuno apparteneva ad un rione. Nella parte alta della città ci sono i palazzi nobiliari, ma la parte più popolare di ogni rione è costituita dai borghi, ove si accalcava la folla povera ma indipendente e ribelle degli artigiani, degli operai, delle donne. In ogni rione, fino a tempi recenti, si organizzavano sezioni di partiti e di sindacati, circoli, feste rionali.
Infine, un elemento costitutivo della città è la cultura popolare, a cominciare dal dialetto che si parlava nei borghi, dai proverbi, dalle tradizioni, dal cibo, dalle conoscenze tecniche, spesso raffinate, tramandate nelle botteghe artigiane.
Di tutti questi elementi si è cercato di dare una piccola rappresentazione nelle carte Perugine, attraverso alcuni semplici simboli.

Pila, Sagra della Torta al Testo
Sabato 28 Giugno Ore 20,30

LA FAMIGLIA PERUGINA PRESENTA:

LE CARTE PERUGINE
PRESENTAZIONE  DELLE "CARTE PERUGINE DEL BARTOCCIO" disegnate da Marco Vergoni su progetto di Renzo Zuccherini

intervengono, anche con proiezioni di immagini:
Giovanni Brozzetti presidente della Famiglia Perugina, Renzo Zuccherini, il prof. Ornero Fillanti, il prof. Franco Mezzanotte e Fabio Versiglioni editore

 




Inserito venerdì 27 giugno 2014


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