19/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Nessuno tocchi l'Appennino!
Eravamo qui nel 2008 e ora come allora diciamo NO alle 25 torri eoliche di 110 mt della Regione Marche a MONTE TOLAGNA e MONTE CAVALLO

• Il progetto comporta una delle più profonde trasformazioni antropiche che abbiano mai interessato il nostro Appennino umbro-marchigiano. Le torri saranno alte ciascuna più di un palazzo di 40 piani e ben visibili da ogni parte dell’Appennino Centrale. I plinti di cemento saranno grandi quanto un campo di calcio e profondi fino ad intaccare le falde acquifere. La viabilità montana completamente stravolta con carreggiate di almeno 5 metri in rettilineo e 7 in curva, per permettere il passaggio dei tronconi. I corridoi migratori interrotti, la fauna terrestre scacciata dal rumore, l’ecosistema completamente alterato

• Con buona pace dei diritti delle popolazioni e della democrazia partecipata, nel caso del progetto della Comunità Montana di Camerino, la Regione ha addirittura portato avanti una battaglia contro la Soprintendenza che in fase di Via aveva espresso motivato dissenso alla realizzazione del progetto, fino ad avvalersi del Consiglio dei Ministri per superare tale "ostacolo"

• La sentenza del Consiglio di Stato costituisce la prova, se mai ce ne fosse bisogno, che la Regione Marche ha ritenuto preminente l'interesse economico su quello naturalistico, paesaggistico e sui diritti delle popolazioni a non veder alterato il proprio ambiente di vita realizzando impianti eolici incompatibili con tutto ciò

• In barba a quanto sbandierato pubblicamente e demagogicamente: uno sviluppo dell'eolico compatibile con la salvaguardia del paesaggio e della fauna-; un rispetto dei vincoli previsti nel proprio Piano Paesistico Ambientale Regionale, e dei pareri forniti dalle massime Autorità in materia di tutel a del paesaggi(Soprintendenza) e della fauna di interesse comunitario (Servizio ambiente della stessa Regione),.la Regione ha provveduto ad estendere a tutti i progetti di energia eolica, in maniera giuridicamente discutibile, le deroghe nelle aree vincolate paesaggisticamente

• La Regione Marche non ha applicato alcun “criterio di precauzionalità” come previsto dalla normativa europea 2011/92 Eu, né la Convenzione di Århus. - in vigore dal 30 ottobre 2001- (firmata dalla Comunità europea e dai suoi Stati membri nel 1998, approvata a nome della Comunità)

Siamo qui ora come allora e non lasceremo che il nostro comune ambiente di vita sia devastato dalla cattiva e falsa politica, dagli interessi industriali e dal profitto di pochi.



Cai, Wwf Marche, Pro Natura Marche, Italia Nostra Marche, Associazione Altura, Mountain Wilderness


Inserito mercoledì 25 giugno 2014


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Commenti

Nome: Franz
Commento: Chi controbatte ha solo aria da sprecare. Il mio commento è un dato di fatto, non da riviste. Lei non conosce le costruzioni e le tecniche di costruzione e le relazioni, così come l'ingegneristica è lontana anni luce dal suo acido commento !

Nome: Antonio Zilliaco
Commento: L'articolo, scritto perfettamente è stato commentato da chi non ha mai visto una wind farm e che pretende quindi informazioni strumentali, come quelle a sua disposizione. Cos'è una wind farm? Un'insieme di aereogeneratori mossi da motori che vanno ad olio. E', in breve, un impianto industriale per il quale il tornaconto è a favore esclusivamente di chi lo installa. Ricordate il Decreto Ronchi che prevede una maggiorazione della bolletta elettrica dei cittadini che usufruiscono di energia "verde"?. Questi vanno poi dati agli imprenditori come rimborso per le spese di installazione. Non a caso esistono impianti eolici in disuso in ogni regione d'Italia. In conclusione i "mulini a vento con motore", non possono in alcun caso produrre energia pulita, tanto meno necessaria a soddisfare fabbisogni, bensì producono rifiuti speciali (oli), danno ambientale, speculazione. Chi sostiene l'eolico potrebbe proporre semmai l'impiego delle soluzioni tecnologiche che stanno adottando da anni gli altri paesi europei, ma che purtroppo non sembra conoscere. Si informi

Nome: Franz
Commento: No alle centrali atomiche, no alle centrali a carbone ed ora critica anche a centrali eoliche. Però nessuno rinuncia al ricarica elettrica del suo telefonino (indispensabile). Le dimensioni del plinto di fondazione non sono grandi come un campo di calcio ma circa 16 mt x 16 mt con una profondità di circa 4 mt, non credo che in montagna dopo 4 metri di scavo si trovino falde acquifere. Questa è solo disinformazione

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