22/03/2019
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BLOCCATA LA LEGGE PER TERRE A GIOVANI E DISOCCUPATI”
Nonostante le tante richieste, la legge resta ferma nei cassetti della Giunta. Non staremo a guardare, già chiesta audizione in Commissione
"Oggi scadono i 90 giorni che la giunta aveva a disposizione per predisporre il regolamento di attuazione per la legge che affida le terre e i beni inutilizzati ai giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti svantaggiati. Nonostante le mie ripetute sollecitazioni nessun atto è stato prodotto, ma le richieste aumentano di giorno in giorno. In un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, non si riesce a capire come si possa tergiversare nel dare le gambe ad una legge che potrebbe essere un importante strumento a favore dell'occupazione e dello sviluppo del settore agricolo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario della legge concernente le "Disposizioni per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli" emanato il 5 Aprile scorso, denuncia la mancata predisposizione del regolamento attuativo in grado di rendere operativa la legge.

"Non voglio credere – spiega Dottorini - che ci sia la volontà di boicottare una legge che potrebbe consentire di valorizzare terreni e beni inutilizzati o abbandonati e che in tanti attendono come possibilità di costruirsi una prospettiva occupazionale. Penso piuttosto che, oltre alle difficoltà oggettive di elaborare un regolamento su una materia complessa, ci sia una evidente trascuratezza nel cogliere l’importanza di questo provvedimento. Eppure se da un lato sono tanti i terreni e i beni agricoli o a vocazione agricola inutilizzati, dall'altro sono numerosi i cittadini che esprimono interesse per la proposta e attendono l'istituzione del Banco della Terra e l'emanazione dei primi bandi per l'assegnazione dei terreni. Quella sulla terra ai giovani agricoltori - continua Dottorini – è una legge all'avanguardia a livello nazionale, che valorizza le risorse abbandonate e contribuisce a garantire occupazione alle fasce più deboli del nostro tessuto sociale. Riteniamo molto grave che, alla scadenza dei novanta giorni previsti per la sua emanazione, ancora non ci sia un regolamento. Ho già scritto al presidente della seconda commissione perché convochi i responsabili del procedimento in audizione per comprendere i motivi di questo ritardo. Non sarà certo il ritardo di dieci giorni a compromettere l’esito del provvedimento. Ma ulteriori ritardi, uniti al tempo previsto per la costituzione del Banco della terra, farebbero sì che gli effetti della legge non sarebbero visibili prima dell’anno prossimo. Il che sarebbe grave e difficilmente spiegabile all’opinione pubblica. In qual caso non staremo certo a guardare”.


Perugia, 5 luglio 2014


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Oliviero Dottorini

Inserito domenica 6 luglio 2014


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