23/02/2020
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Contributi asili nido, le proposte del mondo cooperativo
Il contributo approvato dalla Giunta regionale nelle scorse settimane non convince le cooperative sociali del settore. La proposta alternativa: un fondo strutturale per aumentare l’offerta di posti nido

Ancora interventi a pioggia in stile social card in un settore che avrebbe bisogno di investimenti strutturali per rispondere ad una domanda crescente. Il cosiddetto “bonus nido” con cui, nelle scorse settimane, la Giunta regionale ha stanziato trecento euro annui per ciascun bimbo iscritto ad un asilo nido (per un impegno totale di € 1.500.000), non rappresenta una risposta efficace alle necessità legate al mondo dell’infanzia.

Si tratta di un intervento a pioggia che riguarda le famiglie con reddito inferiore ai 50.000 € annui e che agirà sulla domanda mentre oggi il problema in Umbria riguarda l’offerta.

Come dimostra una analisi realizzata da Ancst Umbria: “Oggi siamo in una situazione in cui la domanda di posti nido risulta superiore rispetto ai posti che le strutture riescono ad offrire. Liste d’attesa che si ingrossano e un numero elevato di famiglie in attesa di un posto”.

Attraverso questi interventi nessun operatore, privato o pubblico che sia, effettuerà investimenti per ampliare l’offerta di posti nido. In una fase di recessione, inoltre, il milione e mezzo di euro impiegato per il “bonus nido”, oltre a non creare nessun posto nido aggiuntivo, non creerà nessun posto di lavoro, non avrà nessun impatto sul tasso di attività femminile e non innescherà nessun investimento aggiuntivo.

Come spiega Vladimiro Zaffini responsabile Cooperazione sociale Ancst Umbria: “Quello che ci aspettavamo era quantomeno un coinvolgimento, come operatori sociali dell’infanzia, nella fase di formulazione delle proposte per il settore. Per rispondere alle esigenze delle famiglie umbre bisognerebbe rendere strutturale il fondo, a partire dal 2009, utilizzandolo non per erogare il bonus nidi ma per attribuire un contributo di € 5.000 annui a posto nido alle organizzazioni dell’economia sociale che si impegnano nella realizzazione e nella gestione di nuovi nidi con gli standard qualitativi di eccellenza previsti dalla normativa regionale.

Attraverso questa strategia, come spiegano da Ancst Umbria, “spendendo la stessa cifra verrebbero realizzati 12 nuovi asili nido, si creerebbero 300 nuovi posti nido accessibili alle famiglie, 50 nuovi posti di lavoro, innescando allo stesso tempo investimenti per 5.000.000 di euro.




Inserito mercoledì 4 febbraio 2009


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