11/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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ARIA srl vuole bruciare i residui post trattamento dei rifiuti urbani.
C'è già un pre-accordo con ASM? Terni tornerà ad essere l'inceneritore dell'Umbria
Comunicato Stampa: ARIA srl vuole bruciare i  residui post trattamento dei
rifiuti urbani. C'è già un pre-accordo con ASM? Terni tornerà ad essere
l'inceneritore dell'Umbria

Nell'istanza di modifica dell'Autorizzazione Integrata Ambientale e di
Valutazione di Impatto Ambientale infatti risultano una serie di codici cer
tra cui quelli che più ci preoccupano sono appunto relativi alla frazione
secca post trattamento meccanico e il residuo secco del digestato, cioè ciò
che resta della biodigestione anaerobica dei rifiuti urbani.

Asm infatti si appresta a dare il via al contratto con ATI4 per la gestione
dei rifiuti, in cui è appunto compresa la nuova impiantistica per trattare
l'indifferenziato: dopo la separazione della parte organica, delle frazioni
riciclabili, ciò che resta è appunto quella porzione di rifiuti che
potrebbe andare a comporre il Combustibile Solido Secondario, CSS. E'
evidente che se ACEA chiede di bruciare tali rifiuti si riferisca a quelli
prodotti nella provincia di Terni o al massimo dell'intera regione, ma è
altrettanto evidente che porre in essere una modifica dell'Autorizzazione
Integrata Ambientale senza prima avere la certezza dell'approvvigionamento,
al netto delle tempistiche utili alla realizzazione dell'impianto,
sembrerebbe una operazione quantomai rischiosa. Appunto è quindi poco
credibile che tale previsione non sia stata fatta partendo dalla certezza
di avere a disposizione i rifiuti richiesti.

Inoltre c'è un aspetto davvero singolare in tutta la vicenda ARIA-ACEA e
che rigurada l'attuale combustibile utilizzato, il pulper di cartiera.
Questo rifiuto composto da un 30-40% di cellulosa e il restante da
plastiche miste è già di per se un Combustibile solido secondario che
riceve incentivi in quanto la parte biodegradabile, la cellulosa, è
considerata biomassa (proprio così!) e quindi una fonte di energia
rinnovabile. Eppure il procedimento per stabilire la percentuale di
“biomassa” è davvero complesso, e forse sta creando qualche problema ad
ACEA visto che richiede anche la frazione solida del digestato, interamente
considerabile biomassa in quanto biodegradabile. Poiché però la richiesta
parla del digestato originato dal trattamento dei rfiiuti urbani, ed
essendo presente nel territorio l'impianto GREENASM a Nera Montoro che
tratta appunto l'organico differenziato e uno nella discarica di Orvieto
(di proprietà ACEA!) che tratta lo stabilizzato (l'organico sporco non
differenziato), appare evidente che ASM forse debba delle spiegazioni.

Qui c'è qualcosa che non torna: ASM ha pubblicamente detto di non voler
produrre CSS, il Consiglio Regionale con voto bipartisan ha votato a favore
della produzione di CSS, il Comune di Terni fa il pesce in barile poiché la
decisione se produrlo o meno spetta proprio all'ATI4 che nel Piano d'Ambito
approvato nel 2012 prevede comunque l'opzione della produsione di CSS, ARIA
srl di fatto vuole bruciare proprio quella frazione residua che lo potrebbe
comporre.

Il Comune di Terni, la nuova giunta, deve dotarsi di una delibera urgente
che indirizzi ASM verso un impianto di riciclo del residuo secco. Le
evidenze sullo stato di salute emerse dallo studio Sentieri, la storia
industriale della città, la storia assai poco nobile dell'incenerimento a
Terni sono elementi sufficienti affinchè non solo non vengano concessi di
nuovo i rifiuti urbani, ma perchè non vengano più concesse autorizzazioni
agli impianti esistenti. Bruciare rifiuti e non riciclarli equivale a
bruciare molti possibili posti di lavoro, oltre che eliminare emissioni
nocive e aggravare la già satura aria della Conca.

Intanto annunciano iniziative pe i prossimi consigli comunali.


 *Comitato No Inceneritori Terni*



Comitato No Inceneritori Terni

Inserito domenica 6 luglio 2014


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