16/02/2019
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Dal Mose alla Orte-Mestre, pericolosi intrecci tra imprenditori e politica
Fermare subito il progetto

"Un insieme di relazioni trasversali agli schieramenti politici per un quadro tutt’altro che rassicurante. I privati anticiperebbero le risorse, ma a pagare l’opera sarebbero i cittadini attraverso pedaggio e defiscalizzazione".

“Dai verbali relativi all’inchiesta sul Mose stanno emergendo risvolti inquietanti che riguardano anche il mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre. Un intreccio di relazioni trasversali agli schieramenti politici sembra delineare i contorni di un affare che poco ha a che vedere con l’interesse pubblico e molto con gli appetiti di possibili gruppi di potere. E’ esattamente ciò che i cittadini che si battono contro questo mostro di cemento e asfalto denunciano da sempre: non ci sono motivazioni plausibili per un intervento di tali dimensioni, il progetto portato avanti dalla cordata Bonsignore è inutile, dannoso per l'economia e per l'ambiente e senza alcuna logica infrastrutturale”. Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, interviene sullo scandalo della Orte-Mestre portato alla luce dal “Il Fatto Quotidiano” oggi in edicola.
“È significativo – continua Dottorini - che dai verbali degli interrogatori sullo scandalo Mose, emergano delle testimonianze che descrivono una trasversalità di personaggi coinvolti tutt'altro che rassicurante. Attorno alla torta da 10 miliardi di euro che i cittadini delle regioni coinvolte saranno chiamati a pagare anche attraverso il pedaggio si sarebbero concentrati appetiti bipartisan che potrebbero spiegare la tenacia con cui si persegue questo assurdo disegno infrastrutturale. Il fatto inquietante è che a tutt’oggi non è ancora dato conoscere il piano economico-finanziario del progetto. Ciò che appare evidente tuttavia è che il meccanismo del project financing fa in modo che i privati anticipino le risorse, ma che il conto lo paghino i cittadini sia attraverso il pedaggio che attraverso la defiscalizzazione a carico dello Stato. Persino il rischio d’impresa sarebbe a carico dei contribuenti. Infatti ricavi inferiori alle previsioni, con volumi di traffico insufficienti, comporterebbero l’impegno dello Stato a intervenire pagando la differenza. Quindi oltre al pedaggio a carico dei cittadini e alla defiscalizzazione a carico dello Stato, anche gli eventuali errori di valutazione economica ricadrebbero sulle spalle del pubblico. Una situazione insostenibile che la retorica delle grandi opere non riesce più a mascherare. C’è solo da sperare che siano gli scandali di queste settimane ad aver indotto il governo Renzi a rallentare l’iter di approvazione del progetto che ormai da qualche mese avrebbe dovuto essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale”.
“In ogni caso – aggiunge il consigliere regionale - noi che da dieci anni ci battiamo coerentemente contro un’opera che pare fatta su misura per assecondare gli interessi di qualche più o meno raccomandabile gruppo imprenditoriale, continueremo nella nostra attività di raccolta firme a fianco dei comitati civici e dei cittadini. Per questo abbiamo attivato anche la possibilità di firmare on-line la petizione all'indirizzo www.dottorini.com e saremo presenti nelle principali piazze dell'Umbria con i nostri banchetti per proporre un’altra versione dei fatti rispetto a chi tenta di mascherare i risvolti devastanti della trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 come un toccasana per la nostra economia".



Oliviero Dottorini

Inserito venerdì 11 luglio 2014


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