19/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Grandi opere, grandi devastazioni!
No alla trasformazione della E45 in autostrada

L'immaginario dell'Umbria quale polmone verde dell'Italia è ormai superato dalle continue vessazioni che interessi di potere economico-politico agiscono senza nessuna cura e rispetto verso l'ambiente nè tanto meno verso le popolazioni che quei territori li abitano.
Sono anni che si assiste a cementificazioni, deturpazioni, imposizioni di centrali e discariche a cielo aperto, in zone anche sottoposte a vincoli ambientali con il solo scopo di arricchire chi del malaffare e della speculazione fa una religione e che nascondono in realtà le grandi lobby del cemento e dell'asfalto.
Ora assistiamo allo spettro dell'ennesima “grande opera” devastante sia da un punto di vista ambientale che sociale: la trasformazione della E45 in autostrada, un progetto di grande portata, approvato nei palazzi di potere con il beneplacito del governo di larghe intese Pd-Pdl.
L'8 novembre 2013 infatti il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha messo quest'opera faraonica tra le priorità di un paese, l'Italia in piena recessione economica, dove la disoccupazione ha raggiunto record storici, dove, un'unica ricetta dei governi monocolore prevede tagli alla spesa pubblica ovvero a sanità, istruzione, mobilità, dove ogni giorno arrivano notizie di mazzette e corruzione dietro agli affari delle grandi opere, fatte o meglio ideate, per arricchire pochi a discapito di tutti/e.
Un territorio già devastato dal cemento che soffoca l' ambiente, il quale necessiterebbe esclusivamente di piccole opere di riassesto idrogeologico e riqualificazione del “già esistente” in funzione delle esigenze odierne, scavalcando i loschi interessi della cementificazione continua e ripensando in termini eco sostenibili e di partecipazione orizzontale l'idea di “sviluppo”.
I numeri del progetto parlano chiaro: il costo preventivato per la realizzazione ammonta a 10 miliardi di euro (la più costosa dopo il ponte sullo stretto) parte messi da privati sotto forma di finanziamenti vincolati e parte pubblici sotto forma di detassazione dei tributi del privato.
Un fiume di asfalto lungo 396 km che attraversa 5 regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia- Romagna e Veneto), coinvolgendo 11 province e 48 comuni e che prevede 139 km di gallerie, 20 cavalcavia e 266 sottovia, 83 svincoli, un'area di cantiere ogni 18 km e un'ampiezza media della strada che in alcune zone passerà da 14 a 48 metri.
Il devastante progetto se messo in atto andrebbe a determinare numerosi espropri di terreni coltivati ed edifici laddove ricalcherebbe il tracciato della vecchia super-strada e traforerebbe le zone montuose nelle parti di percorso alternativo previste dal piano. Come ad esempio nella zona di nostro interesse, Deruta, dove la costruzione di una galleria di 6 km andrebbe irrimediabilmente a deturpare la località di Castelleone-Perugia Vecchia, importante zona sia da un punto di vista ambientale-naturalistico che storico-archeologico, mentre nell'area di Collestrada, alle porte di Perugia è prevista una variante - in galleria - al tracciato dell'attuale E45, che se realizzata, andrebbe ad interferire con un'area Sic (ovvero siti di importanza comunitaria).

ORGANIZZIAMOCI PER IMPEDIRE QUESTO SCEMPIO!
RIPRENDIAMO L'ESEMPIO DELLE LOTTE NO TAV NO TERZO VALICO NO MOUS ecc!
COLLEGHIAMO LE LOTTE DI TUTTE LE REGIONI COINVOLTE!

Il nostro comitato si riunisce ogni mercoledì alle 21al Circolo Island di Madonna alta In Via Magno Magnini.
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Comitato Umbria Contro le Devastazioni del Territorio

Inserito mercoledì 16 luglio 2014


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