22/05/2019
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Una convenzione con il Soccorso alpino
Suona strano che la Regione Umbria non ha attivato alcuna misura di sostegno e collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico presente sul suo territorio

Alla Presidente della Regione Umbria On. Catiuscia Marini

Sig. Presidente ,
Le scrivo la presente per porre alla Sua attenzione un’importante esigenza che, manifestata più volte nel corso di riunioni, prese di posizioni pubbliche e documenti da me presentati ( che certamente Lei non ignorerà ! ), è rimasta inascoltata ed insoddisfatta . Da anni , precisamente dal 1961, opera in Umbria il “Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico“, realtà di primaria valenza per iniziative ed interventi che, spesso, hanno consentito di salvare la vita a un numero rilevante di persone le quali, amanti della natura , degli spazi e dei luoghi più impervi, praticano le attività speleologica, alpinistica, escursionistica. Il Corpo in questione, come ho già richiamato in un’interrogazione presentata nel dicembre 2010, vanta oltre 70 tecnici pronti per varie evenienze. In virtù delle capacità dimostrate sul campo dai suoi membri, delle iniziative realizzate, dei risultati conseguiti sul fronte della vigilanza del territorio, della prevenzione degli incidenti, del soccorso agli infortunati e del recupero dei caduti (quando purtroppo ve ne sono ), il C.N.S.A.S. d’Italia è stato riconosciuto, con Legge n. 74 del 2001, nel suo ruolo di solidarietà sociale e servizio di pubblica utilità, al punto da essere considerato ( Articolo 1, Comma 4 ) come “struttura nazionale operativa del Servizio nazionale della protezione civile“. La Legge richiamata si intitola, letteralmente, “Disposizioni per favorire l’attività svolta dal Corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico“. Alla luce di tutto ciò suona quindi strano, per non dire altro, venire a sapere che la Regione Umbria non ha attivato alcuna misura di sostegno e collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico presente sul suo territorio, se si eccettua un contributo di 18.000 euro erogato nel 2011 e rimasto confinato nell’alveo della più pura occasionalità. Ciò, nonostante il sottoscritto abbia più volte richiamato l’esigenza di valorizzare nelle forme più efficaci il C.N.S.A.S., esigenza che è, ad un tempo, di rispetto verso una realtà riconosciuta per via legislativa e di riconoscimento per l’impegno, la passione, l’abnegazione di ciascuno dei suoi membri, persone che spesso rischiano la vita esponendosi a rischi fisici rilevanti e a imprevisti. La mancata considerazione che la Regione Umbria continua a riservare al C.N.S.A.S., è un elemento assai grave, che va corretto anche guardando a ciò che succede fuori dai nostri confini: la Regione Abruzzo non solo ha garantito appoggio finanziario e logistico al C.N.S.A.S., ma si appresta a varare addirittura una Legge apposita ; la Regione Toscana eroga , in virtù di una convenzione opportunamente sottoscritta, un contributo annuale di 450.000 euro a beneficio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico presente nel suo territorio; la Regione Marche, allo stesso modo, finanzia in maniera rilevante il C.N.S.A.S., nel quadro di una forte sinergia stabilita anche in questo caso in forma di convenzione . Si potrebbe continuare enumerando altri esempi, ma ciò richiederebbe troppo spazio . Quel che voglio evidenziare e ribadire è che risulta davvero singolare che, a fronte di un impegno così rilevante profuso da altre Regioni, la Regione Umbria non riesca nemmeno a stabilire una semplice convenzione degna di tale nome con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico operante sul suo territorio e, cosa non secondaria, altrove, visto che gli uomini del C.N.S.A.S. si sono distinti in interventi e operazioni assai ardui e rischiosi anche in altre Regioni d’Italia, riportando meriti e riconoscimenti . Gli encomi, in verità, non sono mancati neppure da parte della nostra Giunta, ma a questi non hanno fatto seguito gli atti sperati. Se si crede in una realtà di indiscutibile valenza sociale e la si elogia pubblicamente, da posizioni di vertice all’interno delle Istituzioni, si deve poi anche essere conseguenti rispetto al sostegno concreto da garantire a quella stessa realtà, in termini finanziari, logistici , operativi. Recentemente, oltretutto, la Regione Umbria si è mostrata attenta e capace di scelte importanti sul piano delle politiche dell’assistenza, del soccorso, della protezione della pubblica incolumità, vedi il potenziamento del capitolo dell’elisoccorso, con l’allestimento di una nuova piattaforma presso il Nosocomio di Branca ; un mosaico di scelte che, per essere completo, non può non vedere l’inserimento, a pieno titolo, del tassello del Corpo del Soccorso Alpino Speleologico. Attualmente, il C.N.S.A.S. ha in piedi solo una convenzione con la Provincia di Perugia che, sottoscritta nel 2012, è stata sempre confermata e ha garantito un considerevole aumento della capacità operativa complessiva del Corpo : ciò è sicuramente molto importante, ma su tale convenzione peserà, inevitabilmente, il destino dell’Istituzione provinciale . Pertanto, ritengo sia venuto, per la Regione, il momento di prendere decisioni risolutive, avviando una nuova fase di collaborazione e positiva interazione con il C.N.S.A.S., a partire dalla stipula di una Convenzione non più procrastinabile, che fissi i doveri, i compiti e i vantaggi di ciascuna parte contraente .


            



Orfeo Goracci

Inserito sabato 19 luglio 2014


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