21/03/2019
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Gaza: diario di guerra di una cooperante italiana
TUTTO è sotto attacco. La situazione per il momento chiamiamola con il suo nome, un CRIMINE UMANITARIO

GAZA, 22 luglio 2014 - 15° giorno Operazione "Margine protettivo"


Bombe e continue cannonate su tutta la striscia, sulle case, ospedali, moschee e soprattutto civili. Nessuno puo’ sfuggire alla furia dei militari. L’artiglieria non ha mai spesso di sparare su ogni cosa intorno ai confini e fin dove possono arrivare , senza guardare in faccia a nessuno.
Ognuno qui dentro è bersaglio, non valgono bandiere o segni di riconoscimento.

Gli ospedali pieni di feriti schiacciati e bruciati dal fuoco delll’esercito.
Tutta la notte la gente ha cercato di lasciare molti dei luoghi dove sono piu’ forti gli attacchi dell’artiglieria. Il terrore ha attraversato per tutta la notte la striscia di Gaza.

Per questa mattina era stata chiesta una tregua UMANITARIA di qualche ora per riuscire ad estrarre i corpi ormai senza vita dalle case e dai palazzi bombardati.

NON E’ STATA CONCESSA, respinta da Israele; si continua a scavare e salvare i civili sotto il fuoco. Tanti i giovani volontari che prestano soccorsi e aiuti alla popolazione che fugge, ai bambini che urlano, alla gente che non può muoversi autonomamente. L’esercito che senza vergogna va avanti, non curante delle conseguenze, della strage che sta commettendo, non da il tempo di fuggire.

In questo momento stanno attaccando altri stabili dei Media, anche la TV Al Jazeera e altre internazionali. TUTTO è sotto attacco.

La gente sfollata sta riempendo le scuole dell’UNRWA e ogni spazio possibile per ripararsi.

La situazione per il momento chiamiamola con il suo nome, un CRIMINE UMANITARIO.

CHI LA FERMA??? :-(


Aggiungo la mail di un medico palestinese:

Dear Friends

Thank you for thinking of us , I just want to say that I witnessed the previeus two wars against us in Gaza on 2008 and 2012 and none of them is like the present one , this is a real genocide every one and every place is targeted civilian houses handicaps homes, hospitals ambulances children women, so I strongly support every thing you are doing hoping that will help to stop this real disaster.
Nafiz

Gaza, 23 luglio 2014 - 16° giorno Operazione “Margine protettivo"

“Non è garantita la sicurezza per nessuno in tutta la Striscia di Gaza”, queste le parole dell’esercito Israeliano date ai Consolati dei paesi riguardo agli internazionali presenti nella striscia. Chiunque può essere bersaglio e colpito in ogni momento durante la propria mansione. Dal medico, all’ambulanza, al giornalista, all’operatore umanitario che distribuisce gli aiuti alla popolazione civile. Gaza è una zona di guerra e nessuno e’ autorizzato a girare nel territorio. I cittadini di Gaza sono ormai diventati il tiro al piattello preferito dell’esercito e non c’e’ tempo di verificare di chi si tratta. Uno schiaffo al diritto di aiuto umanitario, di protezione e di informazione. Ma soprattutto un annunciato tentativo di perpetrare crimini lontano dagli occhi della comunità mondiale. E’ sancito
dall’andamento dei fatti che I cittadini di Gaza, non hanno diritto a difendersi, non hanno diritto a chiedere aiuto agli organismi internazionali, e sono condannati al fuoco indiscriminato e alle bombe dell’esercito occupante.

Tutta la giornata di ieri e la notte è stata caratterizzata da attacchi lungo il confine e distruzioni mirate continue di case e di strutture già bombardate almeno 10 volte.

A Kuza’a, villaggio nel confine a sud della striscia (Khan Younis), è stato attaccato questa notte dal fuoco dell’artiglieria. Telefonate disperate della popolazione che chiedeva aiuto per uscire dalle proprie case. Le
ambulanze che hanno raggiunto il posto sono state attaccate non hanno avuto via libera per soccorrere i feriti. Ad ora ci sono problemi a raggiungere l'area.

Dalle 6 alle 8 di questa mattina sono stati 5 gli attacchi aerei con 10 missili su diversi obiettivi random in diverse aree; sparati 220 tank shells distrutte 3 case; uccisi 3 palestinesi e altri 10 feriti. Da Gaza in
queste due ore sono partiti 3 missili verso Israele.

Dei 130.000 sfollati, alcune famiglie si sono rifugiate in case e appartamenti delle zone interne più’ riparate dal fuoco dell’artiglieria diretta, dell’esercito sul confine. Hanno necessità primarie per l’approvvigionamento
di cibo, acqua, materassi e coperte. Nelle scuole dell’UNRWA sono iniziate le prime distribuzioni e soprattutto ci sono molti giovani volontari che prestano attività’ di animazione con i bambini, durante la distribuzione
del cibo.

Il consiglio internazionale per i diritti umani si riunisce oggi per discutere la crisi di Gaza.

La speranza rimane appesa alla soluzione della grave situazione ed è nelle mani della Comunità Internazionale affinché possa fermare la strage dei civili e si arrivi alla soluzione richiesta dai palestinesi per terminare
embargo e assedio e dare il via ad una tregua duratura.

Purtroppo ancora adesso gli aerei volano minacciosi, i droni controllano, l’artiglieria sgancia e chiude i passaggi verso i border conquistati. Gaza è ZONA di GUERRA - Military close area.

da Gaza



Meri Calvelli


Inserito giovedì 24 luglio 2014


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