10/12/2019
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No al barbaro tentativo di sventrare l’Appennino per un gasdotto inutile e dannoso!
La “grande opera” d’interesse privato ma di finanziamento pubblico determinerebbe un vero e proprio disastro ambientale ed economico-sociale), senza contare il gravissimo pericolo sismico

Buongiorno,
vi inoltriamo il Comunicato Stampa dell'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico che segue e cura gli aspetti legali della questione Gasdotto Brindisi-Minerbio ed anche in questa occasione ha provveduto a predisporre l'ennesimo atto  di intervento con “osservazioni” nel procedimento per l’autorizzazione alla costruzione del "Metanodotto Foligno-Sestino DN 1200 (48”) DP 75 bar” e per la costituzione del vincolo preordinato all’esproprio della Snam Rete Gas s.p.a.
Il procedimento di cui sopra è esposto  negli Albi Pretori dei comuni di Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga, Città di Castello, Apecchio, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace, Badia Tedalda e Sestino dall'11 Luglio 2014.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e il Comitato No Tubo mettono anche a disposizione di tutti gli interessati un modulo di atto di intervento da completare e inviare al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell'ambiente e al Ministero per i Beni e le attività Culturali.

Chi fosse interessato (vi invitiamo a partecipare numerosi) può chiederlo all’indirizzo di posta elettronica: comitatonotubo@gmail.com      oppure      grigsardegna5@gmail.com.

Comunicato Stampa

No al barbaro tentativo di sventrare l’Appennino per un gasdotto inutile e dannoso!


L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (27 luglio 2014) un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento per l’autorizzazione alla costruzione del "Metanodotto Foligno-Sestino DN 1200 (48”) DP 75 bar” e per la costituzione del vincolo preordinato all’espropriodella Snam Rete Gas s.p.a. (art. 52 quinques del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i.).

Il metanodotto che s’intende realizzare non è altro che l’artata suddivisione dell’unico progetto denominato gasdotto “Rete Adriatica”, noto anche  come “gasdotto appenninico”, opera che, nella sua attuale configurazione, riuscirebbe a unire lo scempio ambientale della dorsale dell’Appennino con l’aumento del pericolo per l’incolumità pubblica a causa del rischio sismico fra i più elevati in Italia per giunta con l’esborso di ingenti fondi pubblici.

Infatti, la “grande opera” d’interesse privato ma di finanziamento pubblico determinerebbe – per il suo folle tracciato – un vero e proprio disastro ambientale (interseca pesantemente ben 3 parchi nazionali, 1 parco naturale regionale, 21 fra siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) ed economico-sociale (basti pensare ai danni alle zone turistiche umbre e marchigiane, nonché alle pregiate tartufaie appenniniche), senza contare il gravissimo pericolo determinato dall’interessare numerose aree in zona sismica “1”, nel tratti abruzzese, umbro e marchigiano, alcune fra le zone maggiormente a rischio sismico d’Italia.

L’intenzione del Gruppo Snam è chiara: costituire in Italia una “piattaforma” per vendere gas nel resto d’Europa.  In origine in sinergia con British Gas, interessata alla realizzazione del rigassificatore a Brindisi, progetto poi abbandonato per le resistenze locali (2012).

Esclusivamente forti interessi economici, non il benessere delle popolazioni interessate, muovono il Gruppo Snam.

Sulla spinta delle determinatissime azioni legali e iniziative di sensibilizzazione di associazioni e comitati ecologisti, nonché da parte di Enti locali, anche l’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati ha approvato il 26 ottobre 2011 all’unanimità la risoluzione n. 7/00518 presentata il 15 marzo 2011 (prima firmataria on. Raffaella Mariani, P.D.) che impegna il Governo alla modifica del tracciato del gasdotto appenninico “Rete Adriatica”.

Tuttora i provvedimenti di approvazione ambientale del progetto di gasdotto sono oggetto di contenzioso in sede nazionale ed europea.

Sarebbe ora che gli interessi ambientali ed economico-sociali delle popolazioni interessate venissero presi in giusta considerazione: invece, il Gruppo Snam ora procede alla richiesta di realizzazione del tratto Foligno (PG) – Sestino (AR) e dell’apposizione del vincolo finalizzato all’esproprio, istanza pubblicata recentemente negli albi pretori dei Comuni interessati.


Avverso il gasdotto, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è al fianco dei residenti umbri e marchigiani interessati dal devastante progetto e rappresentati dal Comitato interregionale “No Tubo”: ha inoltrato l’atto di intervento con “osservazioni” coinvolgendo il Ministero per lo sviluppo economico, il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo.


Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus mette anche a disposizione di tutti gli interessati un modulo di atto di intervento da completare e inviare: chi fosse interessato può chiederlo all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.

Salviamo l’Appennino da questo barbaro e pericoloso scempio!


p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

ulteriori informazioni e atti su
http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com 




Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Inserito martedì 29 luglio 2014


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