10/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Verificare l'applicazione dell'Open Source in Regione

Verificare l'applicazione dell'Open Source in Regione
Sarebbe singolare e preoccupante se proprio la Giunta regionale si fosse 'dimenticata' di applicarla

Il promotore della legge: “Occorre conoscere i risparmi ottenuti da una legge che in tanti ci invidiano e che in molte amministrazioni umbre è già una realtà”.

“Dopo quasi dieci anni, oltre 250 progetti finanziati e portati a termine da enti pubblici e scuole della nostra regione e finanziamenti per quasi un milione di euro, è tempo di verificare se gli enti locali, in primis la Regione, hanno applicato le direttive contenute nella legge regionale sul pluralismo informatico e sul software open source. L'Umbria è stata una delle prime realtà a dotarsi du una normativa specifica e ben attuabile sull'utilizzo dei programmi a codice aperto all'interno delle pubbliche amministrazioni ed è stata presa come punto di riferimento da chi dopo di noi si è adeguato introducendo normative simili. Per questo riteniamo doveroso far conoscere ai cittadini i risultati, i risparmi ottenuti e le criticità riscontrate nell'applicazione della legge”. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta regionale sulle risultanze dell'applicazione della legge 11 del 2006 sul pluralismo informatico che vede come promotore e primo firmatario lo stesso Dottorini, con particolare riferimento agli uffici di diretta competenza regionale.
“Ci aspettiamo che la Giunta - spiega Dottorini - venga a spiegarci cosa ne è stato dei principi contenuti nella legge e se sono stati attuati innanzitutto negli uffici di sua diretta competenza e poi in quelli degli enti locali di diretta emanazione regionale. In caso di mancata applicazione si tratterebbe di un fatto molto grave, una beffa a danno dei cittadini che chiedono coerenza, si aspettano risparmi e non ammettono più di sperperare risorse pubbliche in modo arcaico e immotivato. Grazie alla nostra legge molte amministrazioni regionali e locali in questi anni hanno provveduto a passare interamente a soluzioni di software libero sia per quanto riguarda i pacchetti Office sia per quanto riguarda gli stessi sistemi operativi, abbandonando definitivamente il dispendioso e poco performante modello Microsoft. Sarebbe singolare, oltre che preoccupante, se proprio la Giunta regionale si fosse "dimenticata" di recepire i contenuti di una legge regionale”.
"È bene ricordare – aggiunge il promotore della legge – che l'articolo 5 è chiaro nel descrivere gli adempimenti dell'amministrazione regionale che 'in sede di acquisizione di programmi informatici, effettua, in relazione alle proprie esigenze, una valutazione di tipo tecnico-economico tra le diverse soluzioni disponibili sul mercato includendo sempre tra queste, ove disponibili, i programmi a codice sorgente aperto'. Per questo chiediamo di conoscere quali scelte la Giunta ha effettuato in questi dieci anni che la legge è in vigore e con quali motivazioni tecniche ed economiche sono state scelte soluzioni non Open Source e magari più dispendiose. Sappiamo per esempio – continua Dottorini – che per quanto riguarda gli uffici del Consiglio regionale la legge ha reso possibile e incentivato il passaggio dalla suite Microsoft Office al quella a codice aperto Open Office e Libre Office, realizzando in questo modo economie e risparmi che nel corso degli anni stanno ottenendo affetti tangibili e realmente riscontrabili. Si tratta di 'best practices' che gli altri enti locali dovrebbero imitare e poi condividere punti di forza e aspetti critici in modo da rendere sempre più facile implementare soluzioni Open Source economicamente vantaggiose. Oltretutto dall'aprile di quest'anno è scaduto il supporto da parte di Microsoft per il sistema operativo Windows XP e questo dovrebbe risultare in un incentivo ulteriore alla Giunta per elaborare un grande e graduale Piano regionale per la riconversione degli uffici degli enti locali da postazioni con software costoso e obsoleto a soluzioni Open Source, sicuramente più economiche e nella maggior parte dei casi più performanti e moderne”.



Oliviero Dottorini

Inserito venerdì 22 agosto 2014


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4942649