19/06/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La pedonalità fattore di sicurezza stradale e di orientamento della gestione urbana
C’è un’urgente necessità di riorientare le risorse pubbliche sostenendo le persone che si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe

La pedonabilità, tanto trascurata anche nella nostra città, non è un fattore secondario della sicurezza stradale, tantomeno dei doveri di buona  amministrazione di una città, ma anzi è uno degli elementi cognitivi e principio guida per determinare la priorità degli interventi e di spesa per la messa in sicurezza e gestione amministrativa urbana, che ricordiamo,  in un sistema più ampio  tocca interventi di manutenzione stradale programmata e del trasporto pubblico come pure per l'attenzione alle 2 ruote . E anche se  per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse, puntando spesso e ancora una volta su nuove strade, tangenziali e circonvallazioni piuttosto che sul trasporto collettivo o su quello non motorizzato, è nostro doveroso impegno richiamare l'attenzione  alle enormi ricadute positive sia a livello occupazionale che di rilancio economico e sociale che apporterebbero  l'adeguamento, la manutenzione programmata di qualità e la messa in sicurezza della rete viaria stradale e ferroviaria esistenti, quanto la pedonabilità oltre alla ciclabilità. Tutti possibili razionalizzando gli interventi  su costi/benefici e bloccando la dispersione dei fondi (in passato anche distratti dalla destinazione d'uso), nei mille rivoli inefficaci e inefficienti al buon andamento dello stesso dovere amministrativo tantomeno all'obiettivo di abbassare incidenti, feriti e morti, e Pm10 se non grazie alla crisi che ci costringe a lasciare l'auto a casa, senza però dare adeguate alternative e anzi costringendo ad usarla anche senza adeguata manutenzione.

C’è un’urgente necessità di riorientare le risorse pubbliche concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e nello stesso tempo va avviato un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica e come noi spesso ricordiamo: "basta commuoversi è ora di muoversi". La Sicurezza Stradale conviene a tutti ed inizia dal corretto impiego dei fondi tanto più se si tratta di soldi dei contribuenti.



Maria Mancinelli

Inserito giovedì 25 settembre 2014


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