23/05/2019
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Dopo Assisi anche Orvieto?
Depositata anche nel comune di Orvieto la mozione omofobica per la tutela della "famiglia naturale". Il Consiglio Comunale di Orvieto respinga con fermezza un documento che macchierebbe la città di vergogna

OMOFOBIA, DOPO ASSISI ANCHE AD ORVIETO DEPOSITATA LA MOZIONE SULLA "FAMIGLIA NATURALE". OMPHALOS: ATTACCO ORGANIZZATO DELLE LOBBY CATTOLICHE ALLA LIBERTÀ DEI CITTADINI

Perugia - Omphalos Arcigay Arcilesbica apprende che è stata depositata anche nel comune di Orvieto la mozione omofobica per la tutela della "famiglia naturale", quella cioè fondata, secondo i proponenti, unicamente sul matrimonio tra un uomo e una donna. Il documento, presentato da alcuni consiglieri orvietani di centro-destra, ricalca esattamente quello approvato ad Assisi e chiede nei fatti al governo nazionale di disconoscere gli interventi di lotta all’omofobia e alla transfobia e propone interventi nelle scuole che hanno lo scopo, neanche tanto nascosto, di frenare i programmi finalizzati all’inclusione sociale, alla lotta alle discriminazioni e alla rimozione dello stigma associato ad ogni diversità sessuale, di genere, culturale e religiosa.

«Quanto sta accadendo ad Orvieto è il frutto di una strategia ben strutturata delle lobby conservatrici e catto-fasciste – commenta Emidio Albertini, co-presidente di Omphalos – Siamo seriamente preoccupati per il replicarsi, in Umbria, di simili iniziative politiche che di fatto minano la dignità delle persone e delle famiglie Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)».

Il senso profondo di queste mozioni non è quello di tutelare le famiglie, ma quello di escludere parte della società civile e distinguere tra bambini di serie A, cioè quelli con due genitori eterosessuali, e bambini di serie B, provenienti da famiglie omogenitoriali e monogenitoriali. Non solo: queste mozioni, se approvate, si spingono ben oltre, chiedendo al Governo centrale di rifiutare l’applicazione del Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Omphalos, nell’esprimere grande preoccupazione ed indignazione, chiede che la maggioranza di centro-sinistra del Consiglio Comunale di Orvieto respinga con fermezza un documento che macchierebbe la città di vergogna e la annovererebbe tra quelle con caratteristiche omofobe e discriminatorie.

«Temiamo che la nostra Regione, da sempre aperta al multiculturalismo e alle differenze, si pieghi alla follia omofoba di taluni individui che vogliono riportare il nostro paese nel medioevo dei diritti – conclude Patrizia Stefani, co-presidente di Omphalos – e ci auspichiamo che la direzione regionale del Partito Democratico e degli altri partiti di area laica vigilino affinché dopo Assisi, nessun altro comune Umbro approvi nulla di simile».

Ufficio Stampa Omphalos Perugia
tel. 3398508056




Inserito sabato 11 ottobre 2014


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