17/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Amelia: i cantieri delle opere pubbliche finiscono tutti in crolli o frane
Attualmente sono aperti ben sette cantieri in città, tutti fermi o oltre i termini di consegna lavori
Italia Nostra Amelia denuncia la grave situazione in cui versano i lavori pubblici ad Amelia. Attualmente sono aperti ben sette cantieri in città, tutti fermi o oltre i termini di consegna lavori.
Il primo e più eclatante è il cantiere di consolidamento delle mura poligonali e medievali di Amelia, finito con il drammatico crollo del 2006. Da allora non solo non si è proceduto alla ricostruzione, ma la Regione Umbria ha recentemente consegnato il cantiere al Comune di Amelia dopo aver costruito nel 2008 una gigantesca struttura metallica che scempia le mura e di cui l’Amministrazione non pare darsi pensiero.
All’interno del centro storico segnaliamo poi il Puc1 a Santa Monica, fermo a seguito del crollo di parte della struttura (costato la vita ad una persona) e del fallimento della società Santa Monica Srl su cui sta indagando la Corte dei Conti.
A ruota viene il Puc2, con il cantiere di Porta Posterola, l’unico in cui i lavori effettivamente procedano, seppure a rilento.  A fronte della distruzione dell’antica Porta Posterola e dello sventramento del chiostro cinquecentesco della Chiesa di Sant’Agostino, verrà realizzato un parcheggio di neanche cinquanta posti auto.
Il quarto cantiere, senz’altro il meno invasivo, è quello della Sovrintendenza presso l’antica porta rinvenuta a Ponte Sisti. Anche qui c’è stato un cedimento e i lavori procedono a rilento.
Nella periferia amerina è invece completamente abbandonato il cantiere della scuola materna, progettata in zona Cinque Fonti, area notoriamente permeata da falde acquifere. Per ovviare alla frana, il Comune ha speso più di mezzo milione di Euro, senza che sia stato ancora posato un solo mattone dell’edificio. Tutto questo senza preventivamente realizzare una strada di accesso all’area, creando problemi ai mezzi pesanti del cantieri e ai cittadini, che già subiscono la caotica e disordinata viabilità di tutta l’area scolastica, costruita in barba ai più elementari principi urbanistici.
Altro grande cantiere iniziato e subito coinvolto da una frana è quello della faraonica piscina comunale, costato già il doppio della cifra preventivata e attualmente abbandonato causa problemi con le ditte appaltanti, mentre i cittadini pagano le rate e gli interessi passivi sui mutui. Tra l’altro, visto che la struttura è sovradimensionata rispetto al bacino di utenza, caso mai venisse ultimata, la sua gestione creerebbe ulteriore disavanzo per le casse comunali.
Infine, non meno grave, è la situazione del cantiere della variante stradale tangenziale est, anch’esso coinvolto da varie frane, l’ultima delle quali ha danneggiato il cimitero. Più che una strada, sembra una moderna versione della Grande Muraglia Cinese, realizzata con migliaia di metri cubi di terre armate e cemento armato.
In presenza del patto di stabilità, non si capisce perché l’Amministrazione insista ad aprire tutti questi cantieri sapendo che non riuscirà mai a concluderli in tempi ragionevoli, con aggravio di costi grazie alle penali pagate alle ditte appaltanti. Invece di questa pletora di progetti firmati per lo più dai tecnici interni al Comune, sulle cui competenze iniziano a maturare seri dubbi, sarebbe meglio dare finalmente un organico Piano Regolatore ad Amelia, per individuare le reali esigenze della città e progettarne il futuro.
Infine, non si capisce perché una delle rare opere ultimate, l’Auditorium, debba restare inutilizzata perché non si riesce ad completarne l’arredamento interno. Senza dimenticare il Rio Grande, che sta lentamente morendo mentre l’amministrazione si balocca con progetti privi di qualsiasi possibilità di finanziamento da parte della Commissione Europea.
 
 
Flavia Corsano,
ITALIA NOSTRA – AMELIA
Cell. 335-5344767

Italia Nostra Amelia

Inserito sabato 11 ottobre 2014


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