21/08/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Le buche sull’asfalto: tra realtà e demagogia
Le buche sono sui marciapiedi: basta con le spese a favore del traffico automobilistico. Rifare l’asfalto senza far diminuire il traffico è come raccogliere l’acqua col passino

Ecco una foto di una normale strada perugina (si tratta della fermata Apm dei Rimbocchi): la carreggiata è liscia come un biliardo, mentre al posto del marciapiedi c’è un fosso.
Quotidianamente ci sono segnalazioni di marciapiedi sconquassati, impraticabili, sconnessi, pericolosi. Ma il comune continua a spendere milioni per le rotonde.
Eppure, è in atto una massiccia campagna di stampa sulle cosiddette buche sull’asfalto, cioè sulle carreggiate: una campagna che parte da alcune situazioni in cui l’asfalto è effettivamente rovinato, per fare una lamentela generale sulle condizioni delle strade (cioè delle carreggiate). Qual è lo scopo di questa campagna? E’ ovvio: far spendere soldi per asfaltare le strade.
Naturalmente, è ovvio che le buche, dove ci sono, vanno chiuse e sistemate, perché sono un pericolo; ma chiunque giri per Perugia può rendersi conto che le carreggiate sono più che curate, e cioè che il comune spende moltissimo per le strade. Riasfaltare una strada costa moltissimo: e le strade perugine ogni anno sono oggetto di costose opere di bitumazione.
Allora il problema vero è: come mai ci sono le buche? come mai alcune strade, dopo pochi mesi dal rifacimento del manto d’asfalto, sono ridotte a pezzi?
Se non ci si pone questa domanda, vuole dire che si chiede al comune semplicemente di spendere e spendere e spendere a favore del traffico automobilistico, buttando i soldi (pubblici) in un pozzo senza fondo: soldi che invece potrebbero esser spesi per servizi pubblici e opere ciclopedonali.
Perché l’asfalto si rovina? E’ l’uovo di Colombo: l’asfalto si rovina perché c’è troppo traffico. Rifare l’asfalto senza far diminuire il traffico è, come si dice a Perugia, raccogliere l’acqua col passino.
Guardate attentamente la foto: l’asfalto della carreggiata mostra chiaramente cinque o sei strati, uno sopra l’altro, mentre il “marciapiedi” (se così si può dire) per raggiungere la fermata è una buca profonda. Ciò significa che l’asfalto della carreggiata è stato rifatto completamente cinque o sei volte, mentre il marciapiedi non solo non è stato fatto (e non c’è neanche un attraversamento per arrivare dall’altra parte), ma è impraticabile a causa dei vari strati di bitume.
Dunque, è il traffico che crea le buche: è evidente che è ora di smettere di favorire il traffico automobilistico, che crea le buche, e di cominciare invece a favorire il traffico ciclopedonale (questa è anche una strada pianeggiante!!) e il trasporto pubblico.
Non a parole: con i soldi.

 




Inserito domenica 22 febbraio 2009


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