21/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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In giro per antichi ospedali
La prima tappa dei camminaPerugia alla scoperta del diritto alla salute. L’intervento di Antonietta Modolo - LEGGI IL COMMENTO


Il 21 febbraio, in un assolato pomeriggio, si è svolta la prima camminata dei camminaPerugia 2009, dedicata agli antichi ospedali perugini. La folta comitiva, con la guida di Renzo Zuccherini, si è mossa dalla Fontana verso piazza Piccinino, ove sorge la chiesa della Compagnia della Morte, per poi scendere in via del Roscetto ove ebbe sede l’Inam, il più importante istituto mutualistico prima della riforma del servizio sanitario; lì accanto, in via dei Ciechi, ci fu un importante ospedale della Confraternita di San Benedetto, il cui Oratorio è posto accanto all’arco di Porta Pesa.
Siamo quindi scesi a Fontenovo, davanti all’ospedale di San Crispino dei Calzolai, una delle arti del Comune popolare; lì davanti c’è la Residenza di Fontenovo. Risalendo in via XIV Settembre abbiamo visto ciò che resta della recinzione dell’Ospedale Psichiatrico dopo la riforma operata dalla legge 180, compreso il grazioso chalet del guardacancelli; questo ha permesso una riflessione sul movimento di riforma psichiatrica, che vide Perugia protagonista anche grazie all’opera di Carlo Manuali.
Risalendo al Pincetto e sbucando in via Oberdan, ci siamo fermati davanti alla ex chiesa di S. Maria della Misericordia, che per sei secoli fu ingresso del maggiore ospedale cittadino. Particolare interesse ha suscitato la gestione dei trovatelli (detti proietti, esposti, alunni, e in perugino bisci), di cui abbiamo visto alcune testimonianze.
Sulle scalette di S. Ercolano abbiamo visto le case di S. Martino, già sede della antica e benemerita Compagnia di S. Martino.
Più avanti, in via Firenzuola, l’antico convento delle Cappuccinelle è affiancato da una sede (oggi inutilizzata) dell’Eca, l’ente comunale di assistenza che dagli anni 30 ha assorbito tutte le funzioni assistenziali e caritative. Tornando in corso Cavour, ci siamo fermati all’Ospedale dei Pellegrini, creato nel XIV secolo dalla Confraternita di S. Domenico: qui risalta la semplice ma compiuta eleganza della facciata dell’ospedale, rispetto alla grandiosa incompiutezza della chiesa di S. Domenico.
Lungo Corso Cavour, i conventi delle Repentute e delle Derelitte, e infine, all’inizio di via Bonfigli, l’Ospedale del Cambio, altro bellissimo esempio di ospedale creato da un’arte medievale, e il chiostro dell’ex convento di San Girolamo, che fu nel ‘500 ricovero di appestati. Qui ci attendeva la professoressa M. Antonietta Modolo, che ha concluso la camminata con una bella e appassionante conversazione sulla storia recente dell’assistenza sanitaria in Italia, che è passata dalla concezione mutualistica (grande innovazione ottocentesca, utilizzata poi da governi autoritari in funzione accentratrice) alla concezione della salute come diritti per tutti, gravante sulla fiscalità generale e non sulle possibilità individuali. Questo grande avanzamento civile, sancito dalla legge di riforma del 1978, è tutt’ora valido e da riaffermare, anche se minacciato da due rischi pesanti: la burocratizzazione e la gestione aziendalistica. Bisogna invece dar spazio a una concezione dell’assistenza sanitaria più vicina alle persone e alle loro esigenze, che nel caso delle cure ospedaliere significa affiancare alla prestazione specialistica l’idea dell’ospedale di comunità, in cui la persona può esser seguita dal proprio medico di base. La vicinanza (un concetto che ci sta molto a cuore) comporta anche che la persona non è sradicata dal proprio gruppo (ad esempio i parenti e gli amici), che possono più facilmente andarla a trovare e farle compagnia.
Siamo rimasti ad ascoltare, malgrado il freddo si fosse fatto stringente, e ci siamo ripromessi di riprendere questi ragionamenti con Antonietta Modolo, magari in un luogo più comodo e... riscaldato.

(Vedi anche la cronaca della camminata sul blog: http://martanocapitini.wordpress.com/2009/02/23/camminata-cittadina




Inserito domenica 22 febbraio 2009


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Commenti

Nome: Daniele
Commento: Mi spiace non aver potuto partecipare, io anche medico ed anche igienista, ... "ahi pentirommi e volterommi indietro" ..., beh non proprio così, però scusami Renzo. Il problema della sanità in Umbria è quello generale: non più sanità pubblica ma privatistica e clientelare e pure la sinistra, con i suoi igienistici demagoghi e nepotistici, ha accettato questa linea politica. Ad majora, ma ghe credi minga tant ....

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