16/01/2019
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I Comuni affideranno i servizi anche a cooperative sociali
Finalmente si impone l'affidamento del 5 per cento dei servizi esternalizzati alle cooperative sociali di tipo B. Importante riconoscimento alle imprese sociali che impiegano invalidi, ex degenti di istituti psichiatrici e altri soggetti svantaggiati

"Da oggi la clausola sociale a favore delle cooperative di tipo B non sarà più un optional. Con l'approvazione del nostro emendamento si dà concreta applicazione alla norma che impone ai Comuni l'affidamento a queste cooperative sociali di almeno il 5 per cento dei servizi. E' un importante segnale di apertura verso chi, impiegando soggetti svantaggiati o disabili, si preoccupa di mantenere saldo il tessuto connettivo della nostra società attraverso la cooperazione sociale. Per noi è il risultato degli sforzi compiuti in questi mesi e siamo molto soddisfatti". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore) commenta il voto favorevole dell'Aula di Palazzo Cesaroni sull'emendamento all'atto sulle ex Ipab che riserva una quota del mercato dei servizi locali alle cooperative che impiegano soggetti svantaggiati o disabili.
"Premiare i comuni virtuosi che decidono di stare dalla parte dei più deboli - spiega Dottorini - significa correggere in modo efficace le spietate regole di mercato e rappresenta un segnale di grande apertura verso la cooperazione sociale e verso chi si preoccupa di mantenere saldo il tessuto connettivo della nostra società regionale. Grazie alle modifiche apportate all'art. 33 della legge regionale 26 del 2009, la Regione avrà a disposizione un importante strumento per incidere sull'applicazione della cosiddetta clausola sociale. Infatti è previsto che una quota del Fondo sociale, ripartito annualmente dalla Regione tra gli enti locali, vada ad incentivare i Comuni i quali sono chiamati ad assegnare almeno il 5 per cento degli affidamenti di beni e servizi alle imprese sociali che impiegano invalidi fisici e psichici, ex degenti di istituti psichiatrici e persone condannate ammesse alle misure alternative alla detenzione. Prima del nostro intervento l'obbligo dell'assegnazione di tale quota era rimasta lettera morta, senza nessun controllo e senza alcun incentivo nei confronti degli enti locali. Una situazione di questo genere non era più sostenibile - prosegue Dottorini - sia perché umiliava la normativa nazionale sulla cooperazione del 1991, pensata per creare opportunità lavorative per le fasce deboli del mercato del lavoro disegnando un modello virtuoso di partecipazione pubblico-privato, sia perchè non riconosceva il fondamentale ruolo sociale svolto dal settore della cooperazione".
"E' stata sicuramente importante la disponibilità della Giunta che con la vicepresidente Casciari ha condiviso questa battaglia. Auspichiamo quindi che da subito la Giunta inizi l'attività di monitoraggio nei confronti delle amministrazioni locali attraverso i dati che queste metteranno a disposizione dell'Osservatorio dei contratti pubblici affinchè, a partire dal 2016, i Comuni che risulteranno virtuosi possano beneficiare degli incentivi rappresentati da una percentuale del Fondo sociale regionale. L'aula con il voto di oggi - conclude Dottorini – ha dato applicazione ad un obbligo di legge per troppo tempo rimasto inapplicato e ha riconosciuto finalmente alle cooperative di tipo B l'alto valore sociale della funzione che esse svolgono quotidianamente".



Oliviero Dottorini

Inserito giovedì 20 novembre 2014


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