14/12/2019
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Una storia di guerra e pallone
Gaza, un bar, i campionati del mondo. Un miliardo di persone stavano guardando la partita di calcio. Un miliardo di persone meno dodici. Ecco la differenza.

La differenza

Il 9 luglio 2014, un miliardo di persone in tutto il mondo si stava preparando a guardare la semifinale della Coppa del Mondo in Brasile tra Olanda e Argentina.
Durante la fase eliminatoria, i giochi erano stati al di sotto del livello di precedenti Coppe del Mondo. Forse il caldo brasiliano, soprattutto negli stadi situati in Amazzonia, aveva influenzato le prestazioni dei giocatori non abituati a simili temperature. O forse le caratteristiche del calcio moderno, con la crescente attività dei club e gli stipendi vertiginosi che demotivano i calciatori all’impegno con le rispettive compagini nazionali.
Le semifinali, tuttavia, di solito generano grandi aspettative. Questa volta era ancora di più cosi’ dopo l'altra semifinale tra Brasile e Germania, che si era conclusa il giorno prima con l’incredibile punteggio di 1 a 7.
Quella sera del 9 luglio, nella striscia di Gaza, diversi bar situati sulla spiaggia si stavano preparando per la partita. Questi bar erano semplici luoghi con sedie, tavoli e una tv con alcuni canali internazionali. Alle 21,00, l'atmosfera era in parte tesa perché, aerei e navi israeliane avevano iniziato a bombardare Gaza il giorno precedente, nella escalation di violenza seguita all'uccisione di tre giovani ragazzi israeliani poche settimane prima.
I cittadini di Gaza erano comunque abituati a questo tipo di attacchi, soprattutto da quando il partito di Hamas aveva iniziato a governare nella Striscia nel 2006, e le forze israeliane avevano isolato il territorio di Gaza dal resto del mondo.
Vicino a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, un gruppo di giovani amici stavano discutendo quando incontrarsi al "Fun Beach Time coffee shop".
La partita sarebbe cominciata alle 11 di sera. Questo gruppo di persone, giovani con un’eta media inferiore ai 30 anni, erano tipici abitanti della striscia di Gaza. Alcuni avevano lavori precari come produttori di mattoni, in un luogo, Gaza, in cui il blocco dell’importazione di cemento e materiali di costruzione stava paralizzando l'industria delle costruzioni. Altri erano pescatori, impossibilitati a lavorare liberamente in seguito alle limitazioni alla pesca imposte dalle autorità israeliane entro tre miglia dalla costa. Altri avevano posti di lavoro a tempo parziale, come i ragazzi che lavorano in diversi caffè della zona per uno stipendio simbolico. La maggioranza era senza lavoro.
Ahmed, padre di 7 figli, era andato a casa verso le 8 di sera e aveva cenato con la sua famiglia. Circa un'ora più tardi, Mohamed aveva chiamato dal bar: "Per favore vieni con noi, vogliamo vedere la partita insieme". Aveva poi aggiunto: "Youssef e Tareq sono già qui e gli altri verranno più tardi".
Ahmed, anche se stanco e originariamente non molto interessato a guardare la partita, alla fine aveva accettato di andare.
Nel frattempo, Fatinah, la madre di due ragazzi che erano già nel caffè, era preoccupata perché quello stesso giorno una nave israeliana aveva lanciato una bomba contro un bar non lontano dal luogo dove erano i suoi figli. La bomba aveva distrutto un bar di ‘appartenenza’ Hamas che era fortunatamente vuoto, provocando solo danni materiali. Fatinah aveva quindi deciso di mandare il giovane figlio disabile Ibrahim al bar sulla spiaggia per convincere i suoi due fratelli a tornare a casa perché avrebbe potuto essere pericoloso per loro rimanere lì.
Contemporaneamente, in altre parti del mondo, famiglie, amici, persone allestivano colazioni, pranzi e cene a seconda della loro latitudine.
La preparazione per qualsiasi evento sportivo importante, soprattutto calcistico, comporta sempre rituali speciali come i dibattiti sulle caratteristiche delle due squadre. Gli olandesi, con una squadra solida e ben organizzata, che contavano soprattutto sulle qualità del team, mentre gli argentini, creativi e imprevedibili, erano piu’ focalizzati sulla loro capacità individuali.
La partita stava per iniziare. Il commentatore aveva annunciato le formazioni delle squadre.
Kahel e suo fratello, due adolescenti che gestivano il bar per conto del padre, stavano preparando bibite, insalata e humus per i clienti che avrebbero dovuto assistere alla partita di calcio. Altre caffetterie adiacenti stavano facendo lo stesso.
Il mare, a 20-30 metri dai bar, era calmo. Le onde scandivano con un ritmo regolare i preparativi dell’evento.
Nel frattempo, centinaia di persone stavano popolando le spiagge della striscia di Gaza, così come migliaia facevano lo stesso in simili spiagge del Mediterraneo e milioni in altri luoghi e parti del mondo.
L'emozione di una partita di calcio è condivisa da persone provenienti da culture e strati sociali diversi. Il calcio e' un modo per divertirsi ed essere immersi in una speciale atmosfera di evasione, dimenticando tutto il resto per un'ora e mezza: questioni di lavoro, problemi familiari, contrattempi della vita quotidiana e, nel caso di Gaza, povertà, mancanza di futuro, incursioni aeree e attacchi di terra.
In qualche modo, per gli abitanti di Gaza era anche un modo per rompere l'isolamento della loro vita e per collegarsi con il resto del mondo, vivendo lo stesso coinvolgimento ed emozioni degli altri. Almeno per un'ora e mezza.
Poco prima delle 23:00 dodici persone erano sedute al "Fun Beach Time coffee shop". Il ragazzo disabile mandato da Fatinah non era riuscito a persuadere i suoi fratelli a tornare a casa. "Non ti preoccupare" – gli avevano detto - "se succede qualcosa possiamo correre con le nostre gambe".
Ahmed, Ibrahim, Mohamed, Yousef e gli altri ascoltavano gli inni nazionali di Olanda e Argentina. Entrambe le squadre avevano piu’ o meno lo stesso numero di tifosi con un piccolo predominio per l'Olanda.
La partita era cominciata.
Dopo pochi minuti qualcuno aveva detto: "E' un po’ noiosa ma è solo l'inizio e il meglio deve ancora venire". Questo era stato il commento al “Fun time", come in molti altri luoghi in tutto il mondo.
Al 15° minuto di gioco, la gente sulla spiaggia aveva udito un sibilo che aveva coperto la voce del commentatore della partita. Il rumore fragoroso di diverse tonnellate di esplosivo proveniente dal cielo, che si infrangevano sul terreno, aveva creato panico e terrore.
Nove delle dodici persone al bar "Fun time" erano morte. Le altre tre gravemente ferite.
Un miliardo di persone stavano guardando la partita di calcio.
Un miliardo di persone meno dodici. Ecco la differenza.

1 Novembre 2014



Ambrogio Manenti

Inserito venerdì 12 dicembre 2014


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