22/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Province: la politica di Renzi e del Pd
E' un falso che non ci saranno problemi per i dipendenti delle Province e tutti saranno ricollocati perché ad oggi non si sono individuate nè le risorse, né i percorsi della ricollocazione


                                Lotta dura senza paura

I 20.000 esuberi, di cui 677 in Umbria, previsti con l'approvazione della Legge di Stabilità da parte del Governo e l'eliminazione dell'Articolo 18 disvela il vero volto dell'Esecutivo Renzi antioperaio e antisindacale.

E' la naturale conseguenza di un attacco al Welfare State ed al pubblico impiego che è cominciato con le campagne politico/culturali della destra di Berlusconi al potere ieri e prosegue con le scelte politiche della destra mascherata da sinistra  al potere oggi che è nelle mani del padre-padrone Matteo Renzi.

L'attacco al pubblico impiego è stato fatto in 2 momenti: nel primo con le campagne mediatiche si è delegittimata la figura del lavoratore pubblico (fannullone ecc...) e nel secondo utilizzando la crisi economica si è passati al taglio, senza alcun serio criterio di selezione, delle risorse agli enti locali ed alla spesa pubblica per arrivare a tagli occupazionali.

Tutti pensavano che il processo sarebbe stato graduale attraverso le non assunzioni dopo i pensionamenti ecc... perché il mito della non licenziabilità del dipendente pubblico era un fatto storicamente acquisito e per gli intrecci con i meccanismi clientelari della politica ed il rapporto con i partiti e gli amministratori di tanti lavoratori del settore.

Lavoratori, cittadini, sindacalisti non avevano fatto i conti con il rampante Renzi ed il suo partito il Pd, modellato a sua immagine e somiglianza, che per non togliere ricchezza ai potenti e poteri forti (con la logica di fare il forte con i deboli e viceversa), per ubbidire all'Europa della Merkel e le loro richieste di taglio della spesa pubblica, per avere meno Stato e più Mercato, per aumentare i consensi elettorali giocando sull'impopolarità del dipendente pubblico senza mediazioni ha costruito la legge 56/2014 la Delrio ed ora i contenuti della Legge di Stabilità votata alle 4 del mattino. l'orario dei ladri, e senza che i senatori potessero leggere quello che diceva esattamente.

Ci sono certo le responsabilità dei lavoratori che pensavano che i loro padrini politici li difendessero e delle organizzazioni sindacali che
non hanno costruito nessuna vera forma di lotta prima che i provvedimenti fossero stati decisi ma certo a pagare non possono essere i lavoratori perchè le ricadute di queste scelte non penalizzeranno solo loro ma anche tutti i cittadini per il venir meno di tanti servizi importanti come quelli dei centri per l'impiego, le scuole, le strade ecc.....

Le Province sono solo l'inizio dell'attacco che proseguirà anche con le Regioni con progetti che ci sono per diminuirle e ciò varrà anche per i Comuni.
Le risorse economiche basta prenderle dove sono ma forse non si vogliono colpire certe categorie a discapito della morale, della giustizia, dell'uguaglianza, del diritto.

E' un falso che non ci saranno problemi per i dipendenti delle Province e tutti saranno ricollocati perché ad oggi non si sono individuate nè le risorse, né i percorsi della ricollocazione. Le riforme prevedono risposte certe e miglioramenti dei servizi, normativi, salariali, di gestione altrimenti sono come lo è questa una CONTRORIFORMA.

Non sappiamo se tutto è perduto ma questo dipende soprattutto dall'autorganizzazione dei lavoratori, dagli obiettivi precisi, dall'individuazione dell'avversario che in questo caso si chiamano Renzi e Pd e dalle forme di lotta molto forti come quelle adottate dagli operai dell'Ast di Terni che hanno perso anche 40 giorni di stipendio per arrivare a fare un accordo non certo eccezionale.

 
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Sinistra Anticapitalista Umbria

Inserito martedì 30 dicembre 2014


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