24/06/2024
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Sull’autostrada un referendum
In pratica sinistra e destra concordano sulla trasformazione dela E45 in autostrada. Il vero motivo è che l’autostrada riporterà in Umbria quel grande flusso di denaro avviatosi con la ricostruzione post-terremoto e poi finito

Lunedì prossimo la sala dei Notari ospiterà il primo Consiglio Grande della nuova amministrazione comunale. Argomento in discussione: trasformazione della E45 in autostrada.

Ammesso, ovviamente, che il confronto è lo spirito della democrazia, la convinzione è che la convocazione del massimo consesso della democrazia cittadina è inutile. Inutile perché dell’autostrada si parla ormai da molti anni e le posizioni delle forze politiche sono ormai cristallizzate e conosciute. In pratica sinistra e destra concordano sulla trasformazione. Il partito del consumo di suolo attraverso le cementificazioni è maggioranza assoluta.

Più importante, invece, è la chiamata a scegliere gli umbri sul proprio futuro attraverso l’indizione di un referendum: il primo nella ormai lunga storia del nostro regionalismo. L’argomento merita.

Il fatto, poi, che la realizzazione della mega-infrastruttura comporterà un’enorme distruzione di terreno fertile e del paesaggio, aumenterà il dissesto idrogeologico, alimenterà chissà quale maneggio e intenti speculativi più o meno leciti è del tutto secondario.

Come è secondaria la malafede di chi da una parte detta nuove regole sull’urbanistica, dove si sancisce la riduzione al minimo del consumo di suolo attraverso il riutilizzo del patrimonio esistente. Mentre dall’altra decide un intervento così massiccio e distruttivo.

Il tutto coperto dall’equivoco del superamento dell’ isolamento, del ritorno occupazionale ecc… Mentre il vero motivo è quello espresso alcuni anni fa durante una festa di partito da un politico, che “la realizzazione dell’autostrada riporterà in Umbria quel grande flusso di denaro avviatosi con la ricostruzione post-terremoto e poi finito”. Un’affermazione che si presta alle più diverse interpretazioni!

Invece basterebbe tener bene la superstrada, regolamentarne il flusso del traffico pesante, valorizzare la mobilità su rotaie oggi umiliata dall’annosa irresponsabile gestione della Ferrovia Centrale Umbra.



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito domenica 25 gennaio 2015


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