19/06/2024
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Ikea si, Ikea no, nella terra dei cachi
Nella terra dei cachi il cambio di destinazione urbanistica di un terreno rappresenta l'occasione ideale per scroccare qualche infrastruttura al privato, necessaria o solo ad uso elettorale


Solo nella terra dei cachi si può pensare che un Piano Regolatore serva a fare cassa. L'Umbria e Perugia non fanno eccezione rispetto all'Italia.
Nella terra dei cachi il cambio di destinazione urbanistica di un terreno rappresenta l'occasione ideale per scroccare qualche infrastruttura al privato, necessaria o solo ad uso elettorale.
E' questa la storia infinita di Ikea a S. Martino in Campo, un insediamento urbanistico colossale in un'area di pregio agricolo. Ancora più sconcertante oggi è che, con l'avvento della nuova giunta, si trovino d'accordo maggioranza (quasi tutta) e opposizione. Abbiano il coraggio di ammettere almeno che il Prg (Piano regolatore) serve proprio a contrattare questi vantaggi e, una volta per tutte, venga abolito definitivamente senza ipocrisie, così si risparmiano le spese per predisporlo.
Non parliamo poi della retorica straziante sulla opportunità di sviluppo e sui posti di lavoro! Avete mai conosciuto qualcuno che lavorasse per una multinazionale? Se quella specie di schiavitù possiamo chiamarla lavoro allora basta. Ma non si può fare la guerra a Ikea, si dice, perché tra le multinazionali non è delle peggiori, perché poi? Perché ha dimostrato sensibilità all'ambiente? Mi pare che qui a Perugia non sia così. Perché? Avrà trovato tappeti rossi ad accoglierla? Certo a Torino hanno avuto la forza di dire “Benvenuta, ma scegliti un'area che il Prg ha classificato idonea”. A Perugia non abbiamo, e non avevamo, altrettanto potere contrattuale, evidentemente.
Queste riflessioni disordinate non vengano lette come “guerra all'Ikea”, ma anzi come appello a mettere in campo la sua sensibilità ambientale ricercando, insieme all'amministrazione, un sito più idoneo avendo come criterio tutte le tematiche ambientali oggi urgenti. E' una sfida che la grande multinazionale avrebbe la forza di raccogliere se ci fosse la volontà, e chissà che alla fine non ne possa uscire un progetto degno di essere un nuovo modello di insediamento. Le crisi economiche servono anche a questo.
Nel frattempo se vorrò comprarmi un Tofteryd andrò a Firenze o Roma.




Anna Rita Guarducci

Inserito sabato 21 febbraio 2015


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