19/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

Home >> SERVIZIO IDRICO: “L'UMBRIA SI CONFERMA TERZA NELLA CLASSIFICA DEL CARO-BOLLETTE

SERVIZIO IDRICO: “L'UMBRIA SI CONFERMA TERZA NELLA CLASSIFICA DEL CARO-BOLLETTE
PROBLEMA IRRISOLTO DA ANNI” - DOTTORINI (IDV) CHIEDE ALLA GIUNTA DI CHIARIRE ANCHE IN RELAZIONE ALLA DISPERSIONE DI ACQUA
Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) commenta il dossier annuale
di Cittadinanzattiva per il 2014, rilevando che “le tariffe del servizio
idrico in Umbria sarebbero aumentate del 4,3 per cento rispetto all'anno
precedente e del 51 per cento rispetto al 2007”. Dottorini chiede
all'Esecutivo di Palazzo Donini di chiarire questi dati e di spiegare
l'aumento della dispersione di rete nonostante gli interventi effettuati.
(Acs) Perugia, 20 marzo 2015 - “Il costo del servizio idrico in Umbria
risulta uno dei più alti in Italia. Ancora una volta infatti i dati messi a
punto da Cittadinanzattiva inchiodano la nostra regione a un tutt'altro che
lusinghiero terzo posto nella classifica nazionale delle regioni con le
bollette più pesanti. Occorre che la Giunta dia qualche spiegazione o
smentisca questi dati, portando elementi precisi e circostanziati in grado di
giustificare questo stato di cose”. Con queste parole il consigliere
regionale Oliviero Dottorini (Idv) commenta il dossier annuale
dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva per il 2014,
pubblicato oggi.

“Secondo il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva per l'anno 2014 – spiega
Dottorini, che nella nota fa riferimento anche al suo ruolo di 'presidente di
Umbria migliore' - le tariffe per l'acqua pubblica nella nostra regione
sarebbero aumentate in media del 4,3 per cento, passando dai 421 euro del
2013 ai 439 del 2014, confermando il terzo posto nella graduatoria delle
regioni con il più alto costo dell'acqua pubblica per i cittadini. Il dato
peggiora ulteriormente se confrontato con quello del 2007, quando il costo a
carico dei cittadini era inferiore del 51 per cento. Sempre stando al
rapporto di Cittadinanzattiva - continua Dottorini - salta subito all'occhio
il dato relativo alla dispersione di rete, che nel 2014 in Umbria avrebbe
raggiunto il 40 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media
nazionale del 37 per cento e con un aumento di un punto percentuale sul 2013.
Questo nonostante gli investimenti (oltre 12 milioni di euro negli ultimi
anni) e le azioni messe in campo dalla Giunta regionale. Se è vero, come
continua a ripetere l'assessore, che l'Umbria negli ultimi anni ha realizzato
interventi strutturali enormi quali il rinnovamento di otto sistemi
acquedottistici, tra cui Montedoglio, la Pasquarella e il lago Trasimeno e
Bastia, non si capisce come mai continui ad aumentare il dato della
dispersione idrica".

"Adesso - conclude Oliviero Dottorini - ci aspettiamo azioni conseguenti e
una maggiore volontà di incidere attraverso le aziende di gestione da parte
dell'assessorato. Non si può continuare a sbandierare l'eliminazione dalle
bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se
poi i risultati sono questi. L'idea di avviare un serio studio di
fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e
partecipata dell'intero servizio idrico appare sempre più fondata.
Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero
delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".

Oliviero Dottorini

Inserito lunedì 23 marzo 2015


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4450336