23/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Impatto ambientale della conca eugubina

Impatto ambientale della conca eugubina
Tratto dal foglio informativo dell'associazione Le Vie della Salute n.9 - 2/2009

La preoccupazione del dr Giovanni Vantaggi referente Medici per l’Ambiente dell’Umbria, e lettera alla VII Commissione Parlamentare, Ambiente Territorio e Lavori Pubblici 

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (Dr Pietro Comba,dirigente del settore Epidemiologia Ambientale nel Convegno del 17 novembre 2006 "Ambiente e Salute" tenutosi a Gubbio ed organizzato dal settore Igiene-Ambiente della Asl n1 con l’ARPA-Umbria e lo stesso ISS) la conca eugubina necessita di ulteriori approfondimenti in merito all’impatto ambientale in quanto secondo il RTUP (Registro Tumori Umbro di Popolazione periodo 1995-2002 ) si rilevano dati preoccupanti sulla mortalità per alcuni tipi di tumore.

Nel 2007 è stato lanciato un ulteriore allarme dall’ Osservatorio Epidemiologico Regionale in collaborazione con l' Università di Perugia pubblicato su la “Geografia della mortalità in Umbria.1978 -2005" dove nelle conclusioni, a pag 37, è testualmente riportato: "...ha evidenziato per specifiche cause di morte, situazioni a più alto rischio, che vale la pena di approfondire, nei comuni del nord della Regione e della Valnerina...".

Gubbio è uno dei comuni del Nord-est dell'Umbria dove, in una conca di 35 kmq circa, ci sono due grandi industrie insalubri di classe 1. Si tratta di due cementifici, da mezzo secolo una e da oltre 30 anni l'altra. Questi producono il 9% del cemento nazionale ed hanno quindi un grande significato economico, ma questo non può esimerci dal considerare anche i loro effetti ambientali e sulla salute. Una delle due industrie produce cemento bianco (sei in Italia) . Vi si usano tonnellate di pet-coke che è stato derubricato ormai ad "innocuo combustibile" grazie al decreto del 2002 del ministro Matteoli (rimasto tale anche sotto il successivo governo!) ma sempre considerato dall’ Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro (IARC) rifiuto tossico nocivo cancerogeno classe 3 Xn.

Si aggiunge ora il più che fondato timore che i cementifici vengano scelti per bruciare il CDR, grazie anche ai cosiddetti CIP6* e Certificati verdi** istituiti dal Ministro Bersani..
Molti comitati sono nati e stanno nascendo come funghi, per la preoccupazione degli effetti della combustione di questi prodotti. In quanto medico per l'ambiente esperto di queste produzioni, vengo chiamato da una parte all'altra dell'Italia con richieste di aiuto e supporto
Purtoppo la politica dei partiti non si distingue in merito alle politiche ambientali Il ripristino dei CIP6 fu opera del governo Prodi con il fine di rimettere in moto l'inceneritore di Acerra.
Una preghiera, veramente accorata, da chi è "in trincea": ascoltate di più la gente e mi creda, io incontro tanta gente delusa dalla destra come dalla sinistra, che si ritrovano insieme a lottare per la salvaguardia della loro salute e del loro ambiente.
Ormai la spaccatura tra chi amministra e la base, noi popolo, è alla luce del sole ma come non rendersene conto? Fate un atto di umiltà e mettetevi in una posizione di ascolto anche perchè la voce di noi cittadini "del popolo sovrano!!!" non ha più possibilità di farsi ascoltare e di scegliere chi lo debba rappresentare perché sono i partiti a scegliere chi deve essere eletto! che cosa è rimasto della democrazia?.

Grazie dell'eventuale attenzione

Giovanni Vantaggi
Medico di famiglia
Referente per l'Umbria
Associazione Medici per l'Ambiente
www.isde.it



* Cip6: La sigla sta per Comitato Interministeriale Prezzi provvedimento numero 6 del 1991, convertito in legge il 29 aprile 1992. Con questo provvedimento l’Italia ha “ASSIMILATO” i rifiuti alle fonti rinnovabili (unico caso in Europa), per cui il 7% della Fattura ENEL, che ogni famiglia italiana paga per le vere fonti di energia rinnovabile (Solare-termico, Fotovoltaico, Eolico, Idroelettrico…) invece SOVVENZIONA chi brucia rifiuti. Quanto denaro ad oggi hanno elargito ?

Fino al dicembre 2008 si calcolano circa 53 miliardi di euro. In pratica, ogni cittadino italiano, oltre ad aver pagato la tassa sui rifiuti ha “regalato”, dal 92 ad oggi, circa 9.000 euro a chi incenerisce o coincenerisce rifiuti. Il termine coincenerimento indica le industrie insalubri di classe I come: cementifici, centrali termoelettriche, fonderie, distillerie…, grazie alle cosidette BAT: Best Available Tecnology, ottengono la VIA cioè la Valutazione Impatto Ambientale, con la quale queste industrie hanno l’autorizzazione a bruciare diverse tipologie di rifiuti compreso il combustibile da rifiuti: CDR.

**Certificati verdi: I Certificati Verdi sono introdotti dal decreto di liberalizzazione del settore elettrico dal Decreto Bersani in attuazione della direttiva 96/92/CE e stabilisce che i produttori possano richiedere i certificati verdi per 8 anni (per impianti entrati in servizio o revisionati dopo l'aprile del 1999) e per 15 anni per impianti successivi al 31/12/2007 (norma in finanziaria 2008). Con i certificati verdi le imprese possono produrre energia (non meno del il 2% da fonti non fossili, ma da: biomasse. Solo che le Biomasse per legge sono considerti i residui vegetali ma nache le farine animali ed il CDR (combustibile da rifiuti, solo in Italia ASSIMILATO alle fonti veramente rinnovabili: eolico, idolettrico, solra termico, fotovoltaico…).Producendo elettricità da biomasse, grazie ai certificati verdi, le aziende ricevono per ogni kwh prodotto circa 15 cent di euro, rispetto ai 3 cent per un kwh prodotto da fonti fossili non rinnovabili (olio combustibile, metano)  



Dr. Giovanni Vantaggi

Inserito sabato 7 marzo 2009


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 5464382