20/01/2019
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Difendere la Costituzione contro la legge elettorale truffa
A rischio la democrazia costituzionale, in coerenza con una concezione del potere come rapporto diretto tra leader e una minoranza di elettori, che nega il ruolo dei corpi intermedi

PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE CONTRO UNA LEGGE ELETTORALE TRUFFA CHE PREMIA UNA MINORANZA
ASSEMBLEA PUBBLICA: VENERDI’ 26 giugno ORE 17.00, SALA DELLA PARTECIPAZIONE di PALAZZO CESARONI

Il Coordinamento, che aderisce a quello nazionale, costituito alcuni mesi fa su iniziativa di varie personalità della cultura, di parlamentari, di associazioni e forze politiche, si propone di contrastare la riduzione degli spazi di democrazia, derivante dalle cosiddette riforme, elettorale e costituzionale, che realizzerebbero una abnorme concentrazione di poteri nelle mani di un leader, capo del governo, eletto da una minoranza anche esigua del corpo elettorale, sacrificando i principi della rappresentatività del Parlamento e dell’eguaglianza del voto.
La nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum, concordata in segreto tra due leader politici senza alcun reale confronto parlamentare e imposta a colpi di fiducia con l’approvazione alla Camera di una parte soltanto della maggioranza di governo, attribuisce, grazie ad un premio di maggioranza abnorme, ad un partito che è la più forte minoranza il 55% dei seggi della Camera con il 40% dei voti o, grazie all’invenzione di un secondo turno di ballottaggio tra le due liste più votate, inesistente nei paesi democratici, di ottenere il premio anche con il 20% dei voti. È un meccanismo non solo antidemocratico, ma che può aprire le porte ad esiti avventurosi, come la possibile conquista del governo da parte di forze xenofobe e di estrema destra.
Se fosse approvata la “riforma” della Costituzione, che non abolisce il Senato, ma il diritto dei cittadini di eleggerlo direttamente, come è stato già fatto per le Province, un unico partito e il suo leader avrebbero il potere di imporre qualsiasi scelta politica, di incidere sulla elezione di organi di garanzia, di intaccare i diritti fondamentali, come è già avvenuto per quelli del lavoro e per la tutela dell’ambiente e come si sta cercando di fare all’interno della scuola. Sarebbe un colpo alla partecipazione popolare e l’affossamento della forma di governo parlamentare e del principio costituzionale dell’equilibrio tra i poteri. Verrebbe quindi pregiudicata la democrazia costituzionale, in coerenza con una concezione del potere come rapporto diretto tra leader e una minoranza di elettori, che nega il ruolo dei corpi intermedi (istituzionali, politici e sindacali). A questa deriva è necessario opporsi, facendo ricorso a tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione, come già avvenne nel giugno 2006 quando più del 60% dei votanti al referendum respinse la “riforma” costituzionale imposta nel 2005 dalla sola maggioranza di governo.



Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Perugia

Inserito domenica 21 giugno 2015


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