23/03/2019
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Il genere e la famiglia naturale
Propaganda di chi non ha altro. La rumorosa resistenza al Ddl Cirinnà non ha niente a che vedere con la difesa di un valore, ma con quella di un privilegio

Perugia – L'Associazione Omphalos Arcigay Arcilesbica considera totalmente irricevibile per diversi ordini di motivi il contenuto di una nota diffusa a mezzo stampa nella giornata di ieri, 22 giugno 2015, dal consigliere regionale di opposizione Sergio De Vincenzi.

Per cominciare, quello che svolgono le associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) nelle scuole, e quello che segnatamente fa Omphalos Arcigay Arcilesbica, sono corsi di sensibilizzazione alle differenze che si indirizzano a tutti gli studenti, e che non mirano a plasmare l'identità sessuale di nessuno. Non si tratta di negare l'esistenza di una differenza biologica fra maschio e femmina, ma di accettare che esista un naturale diverso orientamento sessuale. Accettarlo, nel prossimo o in sé, è l'unico modo per non dover subire situazioni di omofobia che possono essere molto pericolose.

Dopo aver costruito il mostro della “teoria del genere”, le organizzazioni reazionarie di destra e di estrema destra, insieme alla parte più conservatrice della galassia cattolica, si sono coalizzate nella lotta a questa “teoria” inesistente. Inventare un nemico e attribuirne la paternità all'avversario serve a renderlo peggiore quando non si possiedono argomenti. E quindi, fatto salvo che della “teoria del genere” nelle scuole nessuno ne ha mai fatto niente, questa associazione tiene a precisare che l'urgenza e la necessità di essere presente dove i ragazzi si formano ha a che fare esattamente con l'equilibrio, la serenità e il migliore sviluppo umano di ognuno di loro.

L'Italia è il paese in cui due ragazzi a Roma vengono picchiati la sera dell'Orgoglio perché la loro maglietta li ha fatti identificare come gay; è il posto in cui un ragazzo che amava indossare dei pantaloni rosa è stato indotto al suicidio; è il posto in cui qualunque politico può inondare di opinioni personali omofobe le pagine dei giornali, senza che nessuno intervenga a sanzionarlo. Ed è anche il paese in cui un consigliere regionale della Regione Umbria può descrivere una realtà che non esiste, e chiedere alla Presidente Marini di impegnarsi per difendere il proprio sogno discriminatorio.

«Il fatto che De Vincenzi abbia partecipato al Giorno della Famiglia – è il commento di Emidio Albertini, co-presidente di Omphalos – è un pessimo segno per una Regione che nonostante tutto si ostina a volersi progressista e laica. Essere in piazza con persone che agitano il vessillo della difesa dei bambini per non riconoscere dei diritti a dei cittadini rappresenta un gesto politicamente riprovevole».

Questa associazione fa notare che la rumorosa resistenza al Ddl Cirinnà, che regolamenterebbe le unioni non matrimoniali, non ha niente a che vedere con la difesa di un valore, ma con quella di un privilegio.

«Ancora oggi i cittadini eterosessuali e quelli omosessuali sono trattati diversamente per legge. Vorrei non dover ricordare al consigliere De Vincenzi che se in una coppia omosessuale uno dei due finisce in coma e i suoi ascendenti o discendenti non hanno in simpatia il suo compagno di una vita, questi sarà escluso da qualunque informazione sulla salute del malcapitato, potrà essere allontanato dalla stanza di degenza e non potrà disporre del funerale del proprio compagno in caso di morte», spiega Patrizia Stefani, co-presidente di Omphalos.

«Ma sono anche obbligata a far notare – continua – che sul piano delle politiche fiscali le persone omosessuali pagano le tasse esattamente come le altre. A noi persone gay e lesbiche, quando lavoriamo tocca di pagare anche i contributi previdenziali ma quando nelle nostre coppie uno dei due muore, all'altro non spetta la pensione di reversibilità. Faceva forse riferimento a questo il consigliere De Vincenzi quando suggeriva di sostenere e difendere la famiglia anche con adeguate politiche fiscali?».

«La famiglia – conclude Emidio Albertini – esiste nella forma che piace al consigliere Sergio De Vincenzi ma esistono anche famiglie monoparentali, famiglie ricostituite dopo matrimoni falliti e divorzi non ancora arrivati, famiglie di fatto e famiglie omogenitoriali. Il consigliere regionale dovrebbe sapere che in Italia sarebbero almeno trecentomila le famiglie in cui i genitori sono persone lesbiche o gay. Esistono, non bisogna inventarle, crearle, favorirle. Bisogna riconoscerle».

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Omphalos Perugia

Inserito giovedì 25 giugno 2015


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