24/06/2024
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A proposito di Ikea
Prima di sostenere a spada tratta forme di neo-colonizzazione, bisognerebbe pensare se vale la pena svendere aree con vocazioni agricolo - paesaggistiche

 

 
Lo sciopero di otto ore indetto dai dipendenti Ikea in tutto il territorio nazionale contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo, forse, avrà fatto fischiare le orecchie a qualche amministratore nostrano.

Se è vero, come è vero, che l’insediamento del nuovo mega-magazzino della stessa ditta  nel territorio comunale di Perugia ha trovato strenui difensori anche nella passata campagna elettorale.

Il fatto ripete, se mai ce ne fosse stato bisogno, che certe grandi aziende di carattere multinazionale non fanno certo sconti quando si tratta di salvaguardare i propri profitti.

Come dire che prima di sostenere a spada tratta forme di neo-colonizzazione con la prospettiva di raggiungere chissà quali traguardi di prosperità, bisognerebbe pensare se vale la pena svendere al miglior offerente e alla speculazione privata intere aree con precise vocazioni agricolo - paesaggistiche, distruggendo per sempre un bene comune unico e prezioso.
 



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito lunedì 20 luglio 2015


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Commenti

Nome: giampiero tamburi
Commento: Prima di parlare di neo-colonialismo e di aree adibite all'agricoltura, anche se come considerazione va comunque affrontata, facciamoci una precisa domanda: chi ha interesse che il centro Ikea sia fatto da una parte invece che dall'altra e a chi appartiene il terreno dove vorrebbero il complesso? In definitiva la storia si basa tutta su questo fatto!

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