21/05/2019
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Quando il Comune perse l`autonomia
Sulla rievocazione storica di Braccio Fortebraccio, "masnadiero e predone come tutti gli altri venturieri"
Una rievocazione storica, cui ho casualmente assistito in Friuli durante le ferie, mi ha indotto a rileggere più attentamente il comunicato su quella che il Comune di Perugia intende organizzare per il prossimo giugno, imperniata sulla figura di Braccio Fortebraccio "masnadiero e predone come tutti gli altri venturieri" (come lo definisce il Bonazzi) che, dopo un paio di tentativi di conquistare Perugia (nel 1406 e nel 1410) vi riuscì nel 1416 con la vittoria di Sant'Egidio che costrinse i perugini sconfitti a nominarlo Signore della città. Secondo l'assessore Severini una moltitudine di cittadini è stata pervasa da "un vero giubilo per questo progetto", ma sarei davvero curioso di verificare, con adeguato strumento, l'effettiva esistenza di "questa grande fetta di popolazione che lo chiede a gran voce" perché non credo proprio che, non dico la maggioranza, ma neppure una significativa parte dei perugini plauda ad uno spreco di risorse pubbliche per mettere in strada marionette in costume. Dalle parole dell'assessore Severini riportate dalla stampa, si desume che il progetto ha due finalità, una culturale e una economica. Alla prima vanno ascritte: "Far meglio conoscere la storia della città", fornire un' "Occasione per far rivivere un periodo in cui Perugia è stata grande", e, con un po' di buona volontà, potemmo inserire anche il criterio generale del progetto: "Favorire l'estensione dei festeggiamenti nel massimo numero possibile di vie e piazze cittadine e ricollegare città, borghi e contado..." e "permettere a tutti i cittadini di partecipare (si suppone alla rievocazione) e contribuire direttamente ad attività molto differenziate, per dare spazio a tutte le professionalità". Queste affermazioni lasciano alquanto perplessi: si attribuisce ad una rivisitazione storica (che punta ad attrarre curiosi per gli aspetti inusuali - vestiti, armi, musiche, spettacoli di un passato più o meno recente) un poteredidascalico inesistente e si presume una partecipazione popolare che si tradurrebbe in "attività molto differenziate" (sarebbe interessante sapere quali, in modo da poter poi capire quali spazi si aprirebbero per "tutte le professionalità"). Ma ciò che più di tutto stupisce chi ha un minimo di conoscenza della storia della nostra città è che si definisce "grande" il periodo in cui Perugia, sconfitta da Braccio a Sant'Egidio, vide il definitivo tramonto del governo comunale e la conseguente perdita di ciò che restava della sua autonomia. Conscguentemente appare più che fondata la domanda: ma esattamente quale è l'oggetto dei festeggiamenti che l'assessore vorrebbe estendere a tutte le strade, le piazze della città nonché ai borghi (?) e al contado (?). Infine come negare il profondo valore culturale della sassaiola, che provocava si morti e feriti in quantità ma "era anche un allenamento alla guerra, alla sopravvivenza" e che comunque "in moltissimi (perugini)vogliono" (pensando a quali bersagli?) Ma, si sa, di questi tempi non si deve sottilizzare troppo sul carattere culturale di iniziative se queste hanno un ritomo economico. E, sempre stando alle parole dell'assessore Severini, la rievocazione "dell'offerta" della Signoria di Perugia a Braccio, avrebbe molti ritorni economici e precisamente: "Attrarre un turismo meno superficiale", "Favorire il ripopolamento urbano", "Rilanciare il centro storico in un rinnovato colloquio con periferie e sobborghi", "Contrastare il degrado urbano", creare "Nuovi posti lavoro", creare "Un substrato per chiunque abbia voglia di fare impresa". Verrebbe da pensare ad un aumento improvviso e consistente di abitanti che, attratti dalla manifestazione, si spostano dalle zone periferiche per andare ad abitare nel centro storico della città, ma tenendosi in stretto contatto telefonico con chi, povero lui, non ha avuto il coraggio di traslocare. Altrettanto impressionante sarebbe l'incremento dei posti di lavoro grazie alla miracolosa proliferazione di una imprenditorialità stimolata dall'atmosfera quattrocentesca, in gran parte volta, presumiamo, alla produzione di sassi di gomma piuma. Vorremmo però suggerire all'assessore che le facili ironie possono essere sconfitte dalla predisposizione di un chiaro e dettagliato piano economico che quantifichi tutti i benefici attesi per poi confrontarli con quelli che si conseguiranno realmente. Non dovrebbe essere un lavoro troppo difficile, tanto meno per l'assessore che, rubata alla società civile, potrà farlo agevolmente grazie alle sue competenze di imprenditrice.

(da Il Corriere dell'Umbria, 29 luglio 2015)

Paolo Romizi

Inserito giovedì 30 luglio 2015


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Commenti

Nome: Anna Rosa Passeri
Commento: L'assessore dovrebbe dire anche quanto costerà questa baracconata

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