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L'Onu: immediato congelamento delle demolizioni in Cisgiordania e Gerusalemme
Queste demolizioni si stanno verificando in parallelo con l'espansione degli insediamenti. Il piano di delocalizzazione per queste comunità eliminerebbe la presenza palestinese



http://www.ochaopt.org/documents/press_release_un_officials_call_for_an_immediate_demolitions_freeze_in_the_west_bank.pdf

18 agosto 2015

Oggi, il Coordinatore delle Attività Umanitarie e di Sviluppo delle Nazioni Unite per il territorio palestinese occupato (OPT), Robert Piper, e il direttore dell'Acnur (Unrwa, l'Agenzia per i Rifugiati dell'Onu) - Operazioni in Cisgiordania, Felipe Sanchez, hanno espresso grave preoccupazione per le demolizioni effettuate ieri dall'Amministrazione Civile Israeliana in comunità vulnerabili di beduini palestinesi rifugiati in Area C, nei pressi di Gerusalemme Est. I funzionari hanno entrambi chiesto un congelamento immediato delle demolizioni in Cisgiordania.

Un totale di 22 strutture sono state demolite in quattro comunità (Khan al Ahmar Abu Falah, Wadi Sneysel, Bir Miskoob e Az Zayyem beduini), espellendo 78 palestinesi, tra cui 49 bambini, la maggior parte dei quali sono profughi palestinesi. Tutte e quattro le comunità si trovano dentro e intorno all’area del previsto insediamento E-1. Secondo i dati delle Nazioni Unite, si tratta del maggior numero di palestinesi in Cisgiordania sfollati in un solo giorno in quasi tre anni. Le preoccupazioni stanno crescendo per le notizie di nuovi sfollamenti oggi nella comunità Fasayil al Wusta nella Valle del Giordano.

"Le demolizioni di ieri hanno preso di mira alcune delle comunità più vulnerabili della Cisgiordania", ha detto Piper. "L’entità delle evacuazioni è particolarmente preoccupante - quasi 50 bambini ieri hanno perso le loro case."

"Molte di queste famiglie di profughi sono state già sfollate quattro volte negli ultimi quattro anni", ha detto Sanchez.

Le quattro comunità fanno parte delle 46 situate nella Cisgiordania centrale incluse nei piani di Israele di trasferimento delle comunità beduine palestinesi in tre siti designati. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che l'attuazione della "delocalizzazione" proposta ammonterebbe a trasferimenti e sgomberi forzati, contravvenendo agli obblighi di Israele come potenza occupante in virtù del diritto umanitario e della legislazione internazionale sui diritti umani.

"Le implicazioni strategiche di queste demolizioni sono chiare", ha detto Piper. "Queste demolizioni si stanno verificando in parallelo con l'espansione degli insediamenti. Il piano di delocalizzazione per queste comunità eliminerebbe efficacemente la presenza palestinese dentro e intorno al previsto progetto di insediamento E1. Il progetto di trasferimento prevede la costruzione di migliaia di nuove unità abitative israeliane nella Cisgiordania, alla periferia di Gerusalemme. Al progetto E-1 si è a lungo opposta la comunità internazionale come un ostacolo alla realizzazione della soluzione a due stati e una violazione del diritto internazionale".




Inserito mercoledì 19 agosto 2015


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