22/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Una mail di protesta contro il megasdotto Brindisi Minerbio
No Tubo (no al megagasdotto): Occorre farci sentire da chi prende le decisioni, o rischiamo di venir soffocati dal silenzio

Pur non sperando in un esito positivo della petizione, la proponiamo al pubblico... la firmeremo, senza illusioni.

No Tubo (no al megagasdotto)

E' il momendo di fare qualcosa sul serio! Occorre farci sentire da chi prende le decisioni, o rischiamo di venir soffocati dal silenzio di chi non ha mai sentito parlare delle nostre terre delle nostre case dei nostri bellissimi paesaggi e della nostra salute e sicurezza.
Per questa ragione si promuove l'invio di mail di protesta.

"Al Presidente della Repubblica, presidenza.repubblica@quirinale.it,

al Presidente del Consiglio dei Ministri, matteo@governo.it,

al Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, segreteria.ministro@minambiente.it,

al Ministro dello Sviluppo Economico, segreteria.ministro@mise.gov.it,

al Ministro per i Beni e Attività Culturali e il Turismo, ministro.segreteria@beniculturali.it,

al Presidente della Regione Abruzzo, lodicoalucianopresidente@regione.abruzzo.it,

alla Presidente della Regione Umbria, segreteriapresidente@regione.umbria.it,

al Presidente della Regione Marche, capogabinetto@regione.marche.it,

e p.c. noalgasdottoreteadriatica@gmail.com,

le zone dell’Appennino centrale, di elevato valore ambientale e paesaggistico e a forte rischio sismico, sono poste in pericolo dalla realizzazione in progetto del gasdotto “Rete Adriatica” da parte del Gruppo Snam.

Nonostante la presenza del gas naturale sia già diffusa, per mere ragioni speculative (aumento della portata per la vendita nel resto d’Europa), si vuole a tutti i costi raddoppiare la rete di trasporto del gas da Brindisi (Puglia) a Minerbio (Emilia-Romagna).

Il tratto appenninico dell’Italia centrale è quello dal peggiore impatto ambientale e sui contesti socio-economici locali, la sua realizzazione farebbe perdere l’attrattiva turistica a zone ricche di natura, arte e cultura senza dare alcuna reale utilità alle popolazioni interessate. Infatti, i consumi di gas naturale in Italia sono diminuiti negli ultimi anni.

Infine, si tratta delle zone fra quelle di maggiore rischio sismico del territorio nazionale e del Continente europeo. Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal progetto di metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado.

Aveva ben compreso l’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati che, con la risoluzione n. 7/00158 del 26 ottobre 2011, aveva impegnato il Governo alla radicale modifica del tracciato del gasdotto. Il Governo finora ha disatteso le indicazioni.

Proteste popolari, contestazioni da parte di tanti Enti locali, azioni legali di associazioni e comitati non smuovono finora gli intendimenti speculativi della compagine energetica, che, è bene ricordare, è di proprietà pubblica.

Come cittadino, mi appello a Voi, perché gli interessi alla tutela dell’ambiente, alla difesa delle economie locali, al patrimonio culturale siano tutelati e sia scongiurata la realizzazione di questa devastante e costosissima opera priva di senso e dannosa.

_____ firma _____

data _____________ "




Inserito giovedì 1 ottobre 2015


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