23/04/2019
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Ancora il nodo di Perugia
Come il ponte sullo Stretto: un'opera inutile e dannosa


Se c’è qualche mente disturbata che ripropone ancora la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, quando l’Italia frana sotto l’urto del dissesto idrogeologico, si giustifica anche la pena di riproporre la tangenziale Collestrada - Corciano per sciogliere il cosiddetto NODO di Perugia.

Allora, forse, serve ricordare che la questione NODO nel suo insieme è stata più volte affrontata in passato. E l’opera venne giudicata “inutile e dannosa”.

Inutile, perché da studi di livello universitario la nuova tangenziale di circa 22 km non tiene conto che la maggior parte del traffico va verso Perugia e la sua costruzione assorbirebbe appena il 10% del flusso. Mentre per logica i problemi del traffico privato non si risolvono con aperture di nuove strade, facilmente subito insufficienti, se non si affronta il problema della mobilità alle origini, sconsigliando l’uso del mezzo privato e rendendo più funzionale e competitivo quello pubblico.

E dannoso perché il prezzo che viene pagato dal territorio in fatto di impatto ambientale risulterebbe salatissimo, in quanto si dovrebbe prevedere la realizzazione di due gallerie naturali, tre gallerie artificiali, il viadotto “Caina”, nove sottovia e due ponti.

Così va considerato il fatto che ne risulterebbe devastato completamente il paesaggio. Soprattutto proprio nel tratto Sant’Andrea D’Agliano – ospedale, perché verrebbero distrutte due delle ultime e più belle vallate con evidente significato paesaggistico dell’intero territorio comunale, quella che dai colli del perugino scende fino al Tevere e l’altra che corre sotto il paese di Pila.



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito domenica 11 ottobre 2015


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Commenti

Nome: antonio
Commento: OK con i vincoli paesaggistici, vero che non si risolverebbero tutti i problemi di traffico a Perugia, però anche lasciare allo stato attuale la viabilità è da delinquenti. Perugia ha UNA sola strada a scorrimento veloce (1 strada per quasi 200.000 persone) tra l'altro pure inadeguata e pericolosa. Si potrebbe ovviare il problema con la mobilità alternativa, ma gli autobus sono sempre meno (in nome del risparmio), il minimetro copre solo una fetta di Perugia (tra l'altro neanche quella più dinamica) e soprattutto non collega l'UNICO ospedale di Perugia. Se una persona residente nella parte nord di perugia deve andare a lavorare ad Ellera, o anche in via Settevalli che strada deve fare secondo voi? prendere due autobus che impiegano come minimo un'ora e mezzo? Non mi permetto di giudicare la fattibilità del nodo di Perugia e di altri eventuali percorsi, ma non mi sembra giusto lasciare una città come Perugia con una viabilità pensata per traffico anni sessanta. Saluti Antonio

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