21/05/2019
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Fermare il Ttip: una tempesta di messaggi sul Consiglio europeo del 15 ottobre
La mobilitazione di Berlino dimostra che un’altra Europa è scesa in campo: quella dei diritti, dei beni comuni, della democrazia. Le grandi lobby vogliono consegnare l’intera vita delle persone agli interessi finanziari, saranno le mobilitazioni sociali a impedirglielo


Dopo il corteo di 250 mila persone sabato a Berlino, prosegue la settimana di mobilitazione con iniziative in tutta Italia ed Europa. Si chiuderà con una manifestazione a Bruxelles e una manifestazione mobile a Roma
La settimana di mobilitazione internazionale contro il Ttip e gli altri accordi di liberalizzazione economica prosegue dopo lo stupefacente successo di sabato scorso, quando 250 mila persone provenienti da tutta Europa hanno sfilato per le strade di Berlino. Durante il fine settimana cittadini e organizzazioni hanno organizzato altre manifestazioni di protesta in diverse città europee: migliaia di dimostranti sono scesi in piazza ad Amsterdam, ma raduni delocalizzati si sono svolti anche a Londra, in Lussemburgo e a Milano. Nel capoluogo lombardo, centinaia di persone hanno manifestato alla Darsena, liberando nel cielo una mongolfiera con lo slogan “Fermare il Ttip”.
 
Fino a sabato gli attivisti presidieranno centinaia di città europee, decine in Italia. I momenti cruciali saranno due: la tempesta di messaggi (tweetstorm) internazionale in occasione del Consiglio europeo di giovedì 15 ottobre e la giornata di chiusura, sabato 17 ottobre, quando nel pomeriggio a Bruxelles si raduneranno tutte le reti internazionali in un presidio contro il Trattato transatlantico (Ttip), quello fra Ue e Canada (Ceta) e l’accordo Tisa per la liberalizzazione dei servizi. Una data dalla grande importanza simbolica, in quanto giornata mondiale della lotta contro la povertà. L’Italia parteciperà con una manifestazione mobile a Roma, nei pressi dei Fori Imperiali, che coinvolgerà diverse organizzazioni.
 
«Siamo solo all’inizio – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della campagna Fermare il Ttip Italia – La straordinaria risposta dell’opinione pubblica dimostra che le politiche di austerità e liberalizzazione sfrenata predilette dall’Unione europea sono al capolinea. Le persone chiedono una completa inversione di rotta e una reale trasparenza sui contenuti del Ttip, un accordo dai potenziali effetti catastrofici sulle nostre piccole e medie imprese, gli standard alimentari e i servizi pubblici».
 
«La mobilitazione di Berlino – aggiunge Marco Bersani, portavoce della Campagna Fermare il Ttip Italia – dimostra che un’altra Europa è scesa in campo: quella dei diritti, dei beni comuni, della democrazia. Le grandi lobby vogliono consegnare l’intera vita delle persone agli interessi finanziari, saranno le mobilitazioni sociali a impedirglielo».
 
«La grande crescita delle mobilitazioni è frutto del costante lavoro delle campagne Fermare il Ttip di tutto il continente – afferma Elena Mazzoni, coordinatrice della Campagna Fermare il Ttip Italia – Lo dimostrano i 3,2 milioni di firme consegnati il 7 ottobre alla Commissione europea. Nonostante il silenzio della maggior parte dei media italiani, anche nel nostro Paese i rischi del trattato hanno fatto breccia nell’opinione pubblica e nelle amministrazioni locali. Il governo non potrà evitare il confronto pubblico ancora per molto. La tempesta di messaggi di giovedì 15 in occasione del Consiglio europeo e l’evento in programma a Roma sabato 17 serviranno a ribadire con forza che le nostre istanze non possono essere ignorate».

 
GLI INDIRIZZI DELLA MOBILITAZIONE
I prossimi eventi: http://bit.ly/1IEFNs8
Il tweetstorm: http://bit.ly/1R6Xzo1
Il sito internazionale: www.trade4people.org




Inserito martedì 13 ottobre 2015


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