21/05/2019
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A proposito di GEstione SErvizio Nettezza Urbana a Perugia
Legambiente locale aveva già considerato e pubblicamente denunciato con ogni mezzo tutte le difficoltà gestionali che stanno venendo fuori adesso

 
Dal 1980 il servizio di nettezza urbana a Perugia è svolto da una società il cui acronimo risulta essere GESENU.

Il circolo Legambiente nella sua attività di osservazione e denuncia della sostenibilità ambientale del governo cittadino ne aveva cercato di seguire la crescita nel tempo. Tanto che nel settembre 2005 l’associazione ambientalista aveva diffuso un Libro Bianco ricordando che GESENU svolgeva un ruolo così importante in sistema di monopolio ed era una società mista pubblico-privato con il 45% di proprietà comunale e il 55% di proprietà privata divisa fra la SORAIN-CECCHINI con il 45% e il resto di un’altra proprietà privata detenente il 10%. Il comune, quindi, risultava socio di minoranza con il diritto di nomina del presidente.

Come primo giudizio il Libro Bianco sosteneva che la società agiva “in vent’anni di politiche nelle quali non si riesce più a nascondere le contraddizioni e le pochezze” della gestione. In pratica Legambiente locale aveva già considerato e pubblicamente denunciato con ogni mezzo tutte le difficoltà gestionali che stanno venendo fuori adesso.

Ovviamente senza che ci fosse stata alcuna risposta in proposito.

In seguito, ad esempio, fu denunciata chiaramente la propaganda con cui venivano diffusi i dati falsati della raccolta differenziata collegati al continuo ripetersi della giustificazione di costruire un inceneritore nel perugino.

Così come venivano ripetutamente raccolte le proteste della cittadinanza per i disagi provocati dalla discarica di Pietramelina con l’inquinamento del torrente Mussino che portò ad un processo in cui Legambiente e Comitato Civico “Inceneritori Zero” si costituirono parte civile. Ecc…

Infine va ricordato che l’osservatorio nazionale di Legambiente sulle ecomafie aveva già avvertito la penetrazione del cosiddetto “ciclo dei rifiuti” in Umbria attraverso il traffico illecito dei rifiuti.
 



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito giovedì 5 novembre 2015


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