23/07/2019
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L'Italia si sblocca sulla distruzione dei corsi d'acqua
Il decreto "Sblocca Italia" stabilisce che progetti urbanistici spacciati per opere di pubblica utilità abbiano la precedenza su tutto. che cosa pensano di fare le nostre istituzioni, Regione e Provincia, in particolare per il nostro preziosissimo patrimonio paesaggistico ricco di tanti corsi d’acqua?


 
Nel fervore della rinascita del Paese un ruolo fondamentale sembra spetti al sacrificio del patrimonio idrico nazionale. Il decreto legge nr. 133 del 12/09/2014 detto “Sblocca Italia”, infatti, fra le varie indicazioni stabilisce che progetti urbanistici spacciati per opere di pubblica utilità abbiano la precedenza su tutto, soprattutto sui regolamenti comunali per la sostenibilità ambientale dello sviluppo.

Ovviamente questo principio sta stimolando le mire della più forte speculazione fondiaria e urbanistica. Fenomeno che riguarda, appunto, il nostro preziosissimo patrimonio paesaggistico ricco di tanti corsi d’acqua.

Così vengono presentate innumerevoli richieste di concessioni per la derivazione idrica per la produzione di energia elettrica invadendo il territorio con  tutta una serie di centrali idroelettriche, che producono ricchezza dopo un primo periodo di ammortizzazione costi, ma insistono su siti naturalistici che andrebbero rispettati e valorizzati.

Che la ricerca di fonti energetiche rinnovabili e alternative al fossile e al nucleare vada perseguita è indubbio; ma non per questo possano essere distrutte ricchezze di inestimabile valore e comune proprietà. Intanto nella nostra provincia di Perugia risulterebbero già presentate ben 87 richieste di concessioni, di cui 7 nel comune di Torgiano sul Tevere e Chiascio.

La questione, inoltre, ha una sua negatività assoluta se si pensa che tali impianti vengono ad interessare anche quei piccoli comuni che non hanno alcun potenziale tecnico-scientifico per un minimo di controllo.

Allora la domanda è: che cosa pensano di fare le nostre istituzioni, Regione e Provincia, oltre quello di cercare di neutralizzare il lavoro di un “cattivissimo” nuovo Soprintendente ai beni paesaggistici - naturalistici dell’Umbria?
 



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito lunedì 16 novembre 2015


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