12/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La banca Etruria truffa i clienti
non viene controllata dalla Banca d’Italia ed è salvata dal decreto del governo

 

La Cgil dell’Umbria e la Federconsumatori dell’Umbria esprimono “sconcerto” per il cosiddetto “decreto salva-banche”, che interviene sulle situazioni critiche di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti. Intanto, è inspiegabile, a meno di interpretazioni di carattere politico e di interessi poco chiari, perché si salvino solo queste quattro realtà sulle 15 in amministrazione controllata in Italia.

In ogni caso, il nostro territorio è coinvolto pienamente, in particolare nell’area del Gualdese, dove l’istituto di credito locale è stato riassorbito in passato da Banca Etruria. Per questo denunciamo la gravità della mancata salvaguardia dei piccoli clienti che hanno fatto ricorso a obbligazioni subordinate, in quanto spesso inconsapevoli dei rischi presenti nei prodotti, tanto più se emessi nell’ultimo periodo e quando collegati in maniera poco chiara e trasparente alla concessione di mutui. Inoltre, spesso gli stessi dipendenti di queste banche, erano spinti o addirittura costretti dalle condizioni presenti all’intero degli istituti a collocare prodotti finanziari a rischio.

Chiediamo un intervento celere dei parlamentari umbri, della Regione, dei consiglieri regionali eletti sul territorio per sollecitare il governo nazionale a salvaguardare i risparmiatori, che tra l’altro sono concentrati in una delle aree di crisi maggiori per la nostra regione. Al tempo stesso, siamo convinti della necessità di un cambiamento di carattere culturale nell’approccio dei cittadini e dei risparmiatori verso gli istituti di credito, che vengono troppo spesso confusi con istituzioni o soggetti pubblici, quando sono meramente aziende private che guardano al proprio tornaconto e non agli interessi generali.

Sabato 5 dicembre alle ore 15.30 presso il teatro Don Bosco di Gualdo Tadino la Federconsumatori ha organizzato un’assemblea pubblica, con la partecipazione della Cgil e invitando parlamentari, sindaci dei territori interessati e consiglieri regionali, per fare il punto con i cittadini coinvolti e chiedere la non ratifica del decreto in Parlamento.




Inserito sabato 5 dicembre 2015


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