19/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Un disastro ambientale annunciato
Dopo Gesenu e Gest anche alla Ecoimpianti sono arrivati i Commissari prefettizi. E si comincia a parlare di “bomba” rifiuti umidi e di “stangata” nelle bollette… Come è stato possibile tutto ciò, i nostri amministratori ce lo devono ancora chiarire!

Se quanto emerso negli ultimi mesi corrisponde al vero, siamo di fronte ad un disastro ambientale annunciato, determinato da gravi negligenze nei controlli e scelte politiche dissennate locali e regionali.

Per questo, insieme a vari comitati attivi in Umbria, abbiamo avviato un’azione che ponga al centro la tutela della salute e dell’ambiente, rivendicando trasparenza e partecipazione civica, finora negati da istituzioni colpevolmente incuranti degli allarmi di chi presidia da anni i territori.

Insieme porteremo avanti il punto di vista degli esposti per costruire una visione regionale dei problemi che contrasti l’inadeguatezza di chi, a spese della collettività, ha favorito gli interessi particolari di poche aziende.

Ecco il comunicato di Ass. OrvietoCivica, Comitato No Inceneritori Terni, Comitato RifiutiZero Spoleto, Nuovo Comitato Belladanza, Osservatorio Borgogiglione e Italia Nostra Umbria.

Se i fatti raccontati sono veri, è stato un disastro ambientale annunciato, visto che tanti cittadini, costretti a riunirsi in Comitati e Osservatori indipendenti, in questi anni avevano lanciato accuse precise sulla gestione dei rifiuti in Umbria, sempre ignorate dalle Istituzioni.

Oggi si apprende che la Procura di Perugia ha sequestrato parte della discarica di Pietramelina e indaga per traffico illecito di rifiuti e violazione dolosa di disposizioni in materia ambientale, comportamenti che potrebbero aver generato un’alterazione irreversibile dell’ecosistema anche per la non corretta gestione del percolato, con tutti i risvolti futuri in materia di bonifica.

Intanto, dopo Gesenu e Gest anche alla Ecoimpianti sono arrivati i Commissari prefettizi.

E si comincia a parlare di “bomba” rifiuti umidi e di “stangata” nelle bollette…

Eppure in tutte le discariche umbre a partire da Pietramelina, centro dell’inchiesta, di proprietà del Comune di Perugia e gestita dalla Gesenu, esisteva un Piano di Monitoraggio e Controllo definito con l’Arpa, al fine di verificare e quindi intervenire prontamente in caso di inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque sia superficiali che sotterranee. Per il sito di Borgogiglione, gestito dalla Tsa ed ugualmente finito sotto indagine, nel 2014 tutte le Istituzioni interessate avevano perfino stilato con Arpa un Protocollo aggiuntivo, mai sottoscritto in verità da quell’Osservatorio indipendente, che lo riteneva “inaffidabile”…

Come è stato possibile tutto ciò e a cosa siano serviti i controlli periodici, i nostri amministratori ce lo devono ancora chiarire! Il Comune di Perugia e gli altri soggetti istituzionali non hanno responsabilità, visto che il servizio rifiuti veniva svolto a favore e a spese della collettività?

Domande che devono trovare nel più breve tempo possibile una risposta certa, perché in Umbria ci sono altre discariche che pure manifestano gravi criticità e rischi per la salute dei cittadini: Belladanza (Città di Castello), Colognola (Gubbio), Sant’Orsola (Spoleto) e Le Crete (Orvieto). Per non parlare poi degli impianti di compostaggio, già oggi dichiarati poco efficienti e che le mire dei nostri amministratori vorrebbero ampliare a dismisura per allargare il giro d’affari dei gestori.

Si è parlato anche del pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata in Umbria nella gestione dei rifiuti, e ricordiamo che la Regione ha deciso recentemente di approvare l’Aggiornamento del Piano Regionale Gestione Rifiuti senza sottoporlo a VAS al fine di verificare la sostenibilità degli attuali siti e dei previsti ampliamenti: accanto alla gestione c’è, infatti, anche l’altro problema relativo alla scelta di siti idonei. Un Piano, per di più, incentrato ancora sull’incenerimento e sullo smaltimento in discarica, contrariamente alle “indicazioni normative e alle priorità della corretta gestione sancite dalla gerarchia comunitaria” (citate solo in premessa).

La visione diventa ora regionale e non più locale. Di qui la decisione dei Comitati di agire insieme con Italia Nostra per la tutela della salute e dell’ambiente, diritti costituzionalmente garantiti, per chiedere finalmente trasparenza e per conoscere che danni sono stati prodotti, la loro reversibilità o meno, e se è stato pure danneggiato l’ecosistema del Tevere.

Ass. OrvietoCivica
Comitato No Inceneritori Terni
Comitato RifiutiZero Spoleto
Nuovo Comitato Belladanza
Osservatorio Borgogiglione
Italia Nostra Umbria




Inserito giovedì 24 dicembre 2015


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