17/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Inceneritori e discariche
I territori rispondono insieme alle emergenza nella gestione dei rifiuti


Il Decreto governativo cosiddetto “Sblocca Italia”, che finanzia la combustione dei rifiuti spacciandola come la strada obbligata per chiudere le discariche, prevede 1 inceneritore anche in Umbria. Dall’Assessore all’Ambiente Cecchini e dalla Presidente Marini finora solo risposte imbarazzate e una contrarietà di principio a “realizzare nuovi impianti in Umbria”. Illustreremo quanto emerge dal carteggio recente tra Regione e Ministero dell’ambiente.

La scelta di bruciare i rifiuti non annulla, comunque, il bisogno di discariche, anzi le alimenta e insieme garantisce la lobby locale dei rifiuti: con il Progetto di Razionalizzazione della discarica di Borgogiglione, appena approvato dalla Regione, i vertici di T.S.A. S.p.A. considerano che continueranno ad affluire 120mila tonnellate annue di rifiuti in media per i prossimi 3-4 anni di vita della discarica. In barba a tutte le disquisizioni sul Piano regionale e sul Css.

Dopo l’avvio dell’inchiesta della Magistratura perugina la Giunta Marini gioca la carta dell’emergenza rifiuti per far passare le sue politiche, disastrose per la salute e l’ambiente e oltremodo dispendiose per le tasche dei contribuenti; ma non riuscirà a mettere i territori dell’Umbria gli uni contro gli altri, discariche contro inceneritori.

Un’alternativa reale e sostenibile per l’Umbria è possibile.

Perugia, 16 gennaio 2016





Comitato NO INCENERITORI di Terni, Osservatorio Borgogiglione

Inserito domenica 17 gennaio 2016


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