16/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

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I rifiuti in Umbria e il nuovo inceneritore
Non si può continuare a non dare risposta al grido di dolore che proviene dai territori dove insistono inceneritori e discariche, e dove i cittadini utenti con le loro associazioni da tempo pongono domande che riguardano direttamente l’ambiente dove vivono

Come Acu Regionale interveniamo pubblicamente nel dibattito che si è aperto ieri sulla politica dei rifiuti in Umbria, dopo che la Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera alla costruzione di otto nuovi inceneritori, tra cui uno in Umbria, e dopo la conferenza stampa dell’Osservatorio di Borgo Giglione e del Comitato No Inceneritori di Terni.

Non si può continuare a non dare risposta al grido di dolore che proviene dai territori dove insistono inceneritori e discariche, e dove i cittadini utenti con le loro associazioni da tempo pongono domande che riguardano direttamente l’ambiente dove vivono, l’aria che respirano, l’acqua che bevono, la terra che coltivano e le tariffe che pagano.

Per questo come Acu,da tempo abbiamo chiesto ed ottenuto la convocazione di una riunione della Consulta Regionale dei Consumatori e degli utenti sulla politica dei rifiuti, con l’Assessore Regionale, le Istituzioni locali al ramo e le Aziende che gestiscono il servizio. Oggi chiediamo pubblicamente di accelerare i tempi di questa convocazione, per riunificare la discussione in una sede istituzionale, come la Consulta dei Consumatori e degli utenti, dove si possa fare un confronto franco e stringente tra Regione, Istituzioni locali, Imprese ed utenti.

Se, a quanto avvenuto ieri aggiungiamo l’inchiesta giudiziaria in corso, il quadro è completo e dovrebbe consigliare ai vertici della Regione di cambiare profondamente la politica dei rifiuti e di farlo con il concorso e la partecipazione dei cittadini utenti, fino ad ora esclusi dalle scelte fondamentali. Basti ricordare che l’aggiornamento del Piano Regionale dei rifiuti, è avvenuto senza alcun confronto con la società civile umbra.
In particolare sappiamo che la Tsa in una recente audizione presso l’Ati2 ha presentato un documento in cui afferma che nella discarica di Borgo Giglione entro la fine di gennaio 2016, cioè tra dieci giorni, le celle del Bioreattore (avanzata tecnologia sperimentale) dove vengono trattati i rifiuti organici, saranno colme. Scadrà, allora, l’autorizzazione ad utilizzare questa tecnologia e questi rifiuti dovranno essere portati fuori regione con consistenti aggravi di costo, che sicuramente verranno pagati dagli utenti.

La Tsa ha chiesto il rinnovo dell’autorizzazione, ma nell’iter autorizzativo è arrivato un parere tecnico dell’Arpa, che ha sentenziato: “sembra che il Gestore allo stato attuale non sia in grado di controllare in maniera completa il processo di biostabilizzazione”.

Ad oggi non risulta che siano state date risposte e non vorremmo che la Regione stia aspettando che la situazione precipiti, diventando vera e propria emergenza, in modo da giustificare così la concessione di autorizzazioni avverse a pareri tecnici contrari.

Invece della furbizia c’è bisogno di un profondo cambiamento della politica dei rifiuti, prendendo esempio dalle regioni limitrofe, dove sono state approvate leggi regionali ispirate alla linea “Rifiuti Zero”, che prevedono la chiusura di inceneritori e discariche.

In queste regioni si è spostata tutta l’attenzione sul riutilizzo ed il riciclo dei rifiuti, tramite l’introduzione della “Tariffa Puntuale”, cioè quel sistema tariffario che fa pagare agli utenti solo la quota di servizio effettivamente utilizzato. Consapevoli che questo è l’unico sistema in grado di implementare la differenziata di qualità, condizione necessaria per evitare che i gestori prendano la scusa degli scarti (organico 21.000 tn.) per portare in discarica i rifiuti coscienziosamente differenziati dai cittadini, circostanza che consente agli stessi gestori del servizio ad oggi,ditrarne indebiti ed ulteriori guadagni.



Direttivo regionale Acu

Inserito venerdì 22 gennaio 2016


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Commenti

Nome: Gabriele Silvestri
Commento: essendo l'estensore del comunicato mi scuso per non aver esplicitato la sigla dell'associazione a cui aderisco, lo faccio ora: A.C.U. significa Associazione Consumatori Utenti. Comunque leggendo l'articolo si dovrebbe capire che siamo un'organizzazione di consumatori utenti.

Nome: la redazione
Commento: Ha ragione il lettore: le sigle non sciolte non sono comprensibili. Lo raccomandiamo sempre a quelli che ci mandano i comunicati, ma troppo spesso rimaniamo inascoltati. Rinnoviamo l'invito ad Acu a spiegare cosa significa la sigla.

Nome: Federico
Commento: Acu? Cosa Significa

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