25/08/2019
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Piscille: un errore urbanistico

Piscille: un errore urbanistico
Non sono previsti servizi pubblici, l'accessibilità pedonale all' abitato non è stata prevista, la rotonda prevista ha definitivamente degradato la cappella nel parco, non c'è nessun inserimento paesaggistico. E tutto per aumentare nuove residenze di cui non c'è nessun bisogno

Dai commenti giunti all'articolo sul futuro della ex Fornace di Piscille, riprendiamo questo intervento, che mette bene in luce i limiti tecnici e urbanistici di una operazione passata nel più imbarazzante silenzio di tutte le forze politiche:

Ho ricevuto questo commento, da una persona che stimo, per il suo impegno alla tutela del bene ambientale e paesaggistico. Lascio ai letturi ulteriori commenti....


Ciao Giuliano,
in merito a quanto ci siamo scritto, ho chiesto il parere  di un architetto esperto, che stimo molto, e questa è la risposta, per me del tutto condivisibile:

"Da una rapida lettura credo di aver capito che il 50% si riferisce solo alla soglia dimensionale dell' intervento ai fini della assoggettabilità a Via (Valutazione di impatto ambientale). In parole povere, se il Decreto stabiliva che al di sopra di 10.000 mq (per fare un esempio) occorre la Via, nel caso di questa tipologia di intervento la dimensione reale viene dimezzata: se l'intervento fosse di 12.000mq, si calcola il 50% cioè 6.000mq quindi inferiore alla soglia di 10.000, per cui esonero della Via. Gli edifici invece pare dalla delibera che siano vincolati e quindi recuperati.

Aggiungo un mio pensiero, già espresso a suo tempo: non sono previsti servizi pubblici per la residenza e neppure per le attività produttive e direzionali, i parcheggi sono stati ridotti rispetto agli standard, l'accessibilità pedonale all' abitato, dove ci sono i servizi, non è stata prevista, la variante stradale con rotonda ha definitivamente degradato  quella cappella (all'interno di un parco, molto bella, bello il contesto come era) completamente circondata da condomini e ora dai muri di contenimento in cemento armato (nessun inserimento paesaggistico!!!): queste sono le cose che mi fanno arrabbiare.

E tutto per aumentare nuove residenze di cui non c'è nessun bisogno. In altre città italiane questi complessi sono stati recuperati alla cultura, alle università, a centri espositivi...

Povera Perugia".

Cosa credi si possa fare? Denunciare il più possibile...........



Giuliano Cianelli

Inserito martedì 9 febbraio 2016


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4787095