23/04/2019
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Pensare al Turreno con la stessa cura del passato
Fare del Turreno un luogo d'elezione della creazione artistica, uno spazio aperto e vivo nel cuore della città, piuttosto che trasformare il Turreno in una specie di galleria commerciale, una strada banale ed oramai antiquata

(nella foto, l'interno del cinema-teatro Turreno)


Giorni fa il un quotidiano locale ha pubblicato un'intervista a Carlo Pagnotta sul futuro del Teatro Turreno di Perugia nella quale il direttore artistico di Umbria Jazz, da persona schietta non conformista qual è, dice senza remore quello che pensa sul Teatro Turreno e su una città che non sa guardare avanti.

Partendo dall'esperienza positiva del Teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli di proprietà e gestione comunale, da oltre dieci anni ospita le migliori produzioni del panorama nazionale ed internazionale, Pagnotta afferma che al Turreno in forme adatte ai tempi che viviamo bisogna semplicemente riportare quello che in maniera generica potremmo chiamare lo spettacolo dal vivo.

Quindi, il teatro Turreno non monumento-simulacro di qualcosa che non c'è più, ma moderno luogo d'elezione della creazione artistica, spazio aperto e vivo nel cuore della città. Un ambito civico che mantiene la sua vocazione e, cosa da non sottovalutare, la sua qualità architettonica entro il quale prendono forma relazioni e cultura, s'intrecciano conferenze, convegni, spettacoli nazionali e quelli di maggior prestigio regionale tra i quali, ovviamente, i concerti di UmbriaJazz.

In Umbria il Mancinelli di Orvieto, il Morlacchi ed il Pavone di Perugia sono diventati luoghi obbligatori per i fan del jazz. Grazie ad Umbria jazz vi hanno ascoltato una quantità impressionante di buona musica e qualche capolavoro, se Carlo Pagnotta parla del futuro Teatro Turreno sa di cosa sta parlando.

Chi ha in mano la guida politica ed economica di Perugia sarebbe il caso riflettesse bene su quello che ha detto, piuttosto che archiviarlo con un'alzata di spalla rimanendo fiaccamente attaccato all'idea di trasformare il Turreno in una specie di galleria commerciale, magari con due salette per il cinema per far credere che sia stata mantenuta la sua missione.

Seguire questa strada banale ed oramai antiquata sarebbe l'ulteriore dimostrazione che Perugia è una città con una classe dirigente impigrita ed ombelicale, incapace di progettare il presente del Turreno mettendo in esso la stessa cura con la quale fu pensato in passato, di seguire ed indicare orizzonti degni di una città della cultura come Perugia.
 



Vanni Capoccia

Inserito venerdì 12 febbraio 2016


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Commenti

Nome: Carla Lolli
Commento: E' assurdo che ogni volta che c'è uno spettacolo centinaia di perugini che apprezzano commedie musicali, teatro leggero, concerti di musica debbano andare al Lyrich, mentre dovrebbe accadere esattamente il contrario. Chi amministra la nostra città sono persone assolutamente prive di fantasia. Sono dei grigi

Nome: Marta
Commento: Non mi pare che ci sia stato un gran dibattito. Sono intervenuti sul Corriere dell'Umbria personalità cittadine ma, per esempio, qualcuno conosce la posizione di Sel sul Turreno? E quella del Pd? E quella dei cinque Stelle?

Nome: Giorgio
Commento: Anche questa è una battaglia da fare. Di sinistra ed a favore dei giovani e della cultura. Ma voi avete letto una dichiarazione del Pd o di Sel o di quello che cavolo c'è a sinistra del Pd? Io, no.

Nome: Giuseppe Gigli
Commento: Perché "basta con questo Jazz", è sufficiente non andare a sentire i concerti quando ci sono e lasciare agli altri la possibilità di poterli seguire. Io direi, cone dice l'articolo, basta con gli steccati e sì al Teatro Turreno luogo dello spettacolo e del cinema

Nome: Francesca Berioli
Commento: Credo che sia un argomento che non vada fatto cadere. Il Turreno è troppo importante dovremmo tutti impegnarci per difenderlo e far sentire la nostra voce

Nome: Daniele
Commento: Tutto giusto. Tutto bello. Tutto, o quasi, condivisibile: basta con questo jazz.

Nome: Andrea Dozi
Commento: Anche al Turreno vedremo all'opera la brutta politica che genera una brutta città.

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: Ed anche su quest'argomento vedrete che vicedindaco e Barellieri non apriranno bocca. Faranno come con il Mercato coperto. Zitti e mosca. Ma si sa che la schiena dritta c'è chi ce l'ha e chi non ce l'ha

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